di Deejay

Vuoi fare tanti soldi sfruttando l’ignoranza? Ecco come

Noi lo diciamo sempre: è molto più facile far soldi diffondendo una bufala che smentendola. Se solo lo volessimo, l’esperienza maturata nel tempo di permetterebbe di guadagnare un sacco di soldi sfruttando le stesse tecniche che i bufalari utilizzano.

Vi parliamo di una pratica abbastanza diffusa:

  • Creo una pagina o un gruppo con un target di riferimento ben preciso: i boccaloni
  • La riempio di “notizie” “incredibili” “che nessuno ti dirà”, oppure, altra tecnica molto diffusa, mi invento concorsi improbabili atti ad attirare like e condivisioni, del tipo: “Abbiamo 10 iPhone che non possiamo vendere, quindi li regaliamo estraendoli a sorte 10 tra coloro che mettono like e condividono”
  • Una volta raggiunto un numero elevato di follower, vendo la pagina o il gruppo a qualcuno che cambierà il nome per altri scopi. Oppure, senza vendere nulla, cambierò io il nome della pagina o del gruppo per altri scopi, solitamente finalizzati al lucro. Difficilmente a scopo di beneficenza.

Come potrete ben capire, un titolo accattivante e “misterioso” fa moltissima presa su una platea di analfabeti funzionali i quali, accedendo a certi link, avranno la convinzione di aver scoperto delle verità scottanti che conoscono solo loro. Voi che avete studiato, invece, siete solo delle capre vittime del sistema. Non sanno di essere loro stessi degli strumenti in mano a un meccanismo ben oliato.

Questo è solo un esempio di come si possano fare i soldi facili sfruttando l’ignoranza. Vi abbiamo già parlato di chi sta vendendo improbabili dispositivi di protezione contro il 5G, oppure di chi crea testate pseudo giornalistiche con contenuti assolutamente falsi o con articoli che decontestualizzano notizie reali in modo da suscitare rabbia e indignazione.

Va anche ricordato come le stesse testate giornalistiche ufficiali utilizzino titoli spesso fuorvianti per attirare l’attenzione. Il titolo ad effetto per invitare a comprare un giornale non è certo una novità. Insomma, è una pratica lecita, come le locandine fuori dalle edicole. Ma ai tempi dei social, dove la stragrande maggioranza delle persone si ferma solo al titolo, è una pratica che può produrre una disinformazione pericolosa. Un po’ di etica e di attenzione in più non guasterebbero, specie in un momento così delicato e particolare.

Poi ci sono i politici, ma l’argomento meriterebbe un articolo a parte.

Andiamo ora a prendere in considerazione un esempio tangibile di quanto vi abbiamo descritto.  Si tratta di un gruppo molto numeroso che ha recentemente cambiato nome, forse in seguito alla vendita del medesimo.

Qual era il nome originale del gruppo?

Era un gruppo Anti 5G, che ha raggiunto in pochi giorni la bellezza di oltre 43 mila utenti. La nostra pagina, per esempio, raggiunse quella cifra in un anno, giusto per farvi capire quanto sia facile giocare con l’ignoranza delle persone e quanto invece sia difficile attirare l’attenzione di un pubblico in grado di ragionare.

In pochi si saranno accorti del cambio del nome, e a quei pochi che se ne sono accorti, di certo, non viene minimamente in mente di essere stati usati. Anzi, sicuramente “c’è qualcosa sotto”:

Non è l’unico esempio: ecco una nascente pagina NO-5G che cerca di farsi strada commentando contro il 5G dove se ne parla. Non appena si entra nella pagina, ecco la sorpresa:

La cosa paradossale è che gli idioti che abboccano a queste operazioni, sono soliti condividere certe cazzate nei loro profili, accompagnando la condivisione con frasi del tipo: “Ogni tanto, fatevela qualche domanda”.

E questo farebbe stra ridere, se non si fosse da piangere.

 

 

 

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