Utero artificiale. Una super incubatrice, ma gli AF pensano già a sostituire le donne.

La ricerca scientifica nonostante sia sempre in continua evoluzione, facendo passi da giganti, fa spesso discutere per gli aspetti delicati che affronta.
Ci troviamo, all’ Università dei Paesi Bassi, in cui i ricercatori hanno studiato e realizzato un utero artificiale in grado di far sopravvivere bambini nati prematuri anche prima della ventiduesima settimana (ovvero 5 mesi e mezzo).
L’ Unione Europea ha stanziato 3 milioni di euro per poter realizzare questa incubatrice che sarà pronta entro cinque anni, in cui gli scienziati dell’Università Tecnologica di Eindhoven metteranno a punto un prototipo funzionante di utero artificiale.
Il bimbo prematuro verrà immerso in un liquido e alimentato e ossigenato attraverso il cordone ombelicale, come se fosse nel grembo materno.
Il macchinario sarebbe arricchito da sensori in grado di simulare al 100% l’esperienza all’interno dell’utero materno, includendo anche il suono del battito cardiaco della madre.
Questa incubatrice dovrebbe offrire risultati rivoluzionari.
Tuttavia, benché l’utero artificiale possa essere uno strumento rivoluzionario, non si può sottovalutare le implicazioni etiche dello stesso, dato che di fatto si sostituisce la gestazione naturale con una controllata dall’uomo, ma se vi soffermate a pensare, le attuali incubatrici fanno esattamente la stessa cosa, seppur si tratti già di bambino e non più di feto.
Il problema principale è proprio che la legge fa una distinzione netta tra feto e bambino e ci dovranno essere delle regolamentazioni una volta che l’utero artificiale sarà una realtà.
Una volta, realizzato e analizzati i risultati ottenuti, potrebbe essere messo a disposizione di ospedali e cliniche per aiutare tutte quelle mamme che avranno un parto prematuro.
Ricordiamo che ogni anno muoiono un milione di bambini prematuri.
Questi alcuni dei commenti di chi ha commentato, senza leggere o ha letto senza capire.
 
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