Spara al marito per difendere un gatto. Per gli Indignati la donna ha fatto bene

Su una pagina di animalisti di Facebook viene condivisa la seguente notizia: “Ha sparato al marito perché maltrattava il gatto. Ora è in carcere“. Aprendo l’articolo, si legge: “M.H. viveva a Dallas, nella strada nota come Fall Manor Drive, assieme al marito, D.H., e i loro due figli adolescenti. Stando alle testimonianze dei vicini, erano una famiglia felice, persone per bene.Qualcosa però deve aver infranto quella serenità la mattina di sabato 2 giugno, perché in casa è scoppiata una lite. Non se ne conosce la ragione, o cosa l’abbia scatenata; deve però essere in qualche modo degenerata, perché pare che il marito della donna, preso dalla rabbia, abbia preso ad accanirsi sul gatto di casa picchiandolo e prendendolo a calci. (..) Forse non è del tutto corretto dire che M.H. ha sparato al marito perché maltrattava il gatto di casa. Sicuramente, molta tensione derivante da varie fonti deve essersi accumulata per giungere a un simile epilogo. Resta però il fatto che la violenza sul micio è stata evidentemente ciò che ha fatto scattare la donna, forse la goccia che ha fatto traboccare un vaso già pieno.”

Dunque, leggendo l’articolo, risulta palese che era già in corso una violenta lite tra i due coniugi prima che il marito decidesse di sfogare la sua rabbia contro il povero felino. Del resto, come è anche spiegato dall’autore del pezzo, è impensabile giustificare l’atto soltanto con la difesa da parte della donna del proprio gatto. Eppure, chi commenta il post, dimostra di non aver letto l’articolo e giustifica a spada tratta la donna, partendo dall’assioma che le vite degli animali, spesso, valgono più di quelle degli uomini:

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