Siamo davvero andati sulla Luna? Le tesi dei complottisti

Più di 50 anni fa la missione Apollo 11 ha avuto modo di sbarcare sulla Luna. Si è trattato di un evento che viene ricordato fino ad oggi come una delle più straordinarie imprese che l’uomo sia riuscito mai a compiere. Sull’evento che avrebbe portato l’uomo ad approdare sul satellite naturale della Terra sono stati fatti molti film e sono stati prodotti dei libri molto interessanti. Chi vuole documentarsi su questa impresa può trovare molto materiale, anche se continuano ad esserci degli scettici a questo proposito. Infatti spesso alcuni si chiedono se l’uomo sia andato veramente sulla Luna, se abbia avuto davvero questa possibilità e sia riuscito veramente nell’impresa. Sulla questione, infatti, aleggia l’opinione di chi pensa che sia stata soltanto un’impresa basata sulla finzione.

La tesi del complottismo: le argomentazioni

La tecnologia ha permesso di fare molti passi avanti negli ultimi secoli, anche per ciò che riguarda i migliori siti casino live. Abbiamo davvero tante opportunità offerte dall’innovazione tecnologica e anche lo sbarco sulla Luna rientrerebbe fra queste opportunità messe a disposizione.

Tuttavia, come abbiamo già detto, aleggia la tesi del complottismo, che si basa su diversi tipi di argomentazioni. Soprattutto in rete si possono trovare diverse motivazioni che starebbero alla base del fatto che, come sostengono alcuni, lo sbarco sulla Luna si sia trattato di una finzione.

Alcuni per esempio ritengono che le missioni erano soltanto delle messe in scena, realizzate da registi pagati dal Governo dell’America o dalla NASA. Soprattutto le origini del complotto vanno rintracciate a partire dalla pubblicazione, nel 1976, del libro We never went to the Moon, di Bill Kaysing e Randy Read. Uno degli autori in questo testo spiega di lavorare per un’azienda produttrice di motori a razzo e proprio questo autore ha scritto che la NASA negli anni ’60 non sarebbe stata in grado di mandare uomini sulla Luna, per ragioni rapportabili ad una cattiva gestione dell’ente.

Quindi questa è una delle principali tesi, secondo le quali nemmeno negli anni ’50 la NASA sarebbe stata in grado di completare l’impresa dello sbarco sulla Luna.

Le prove per i sostenitori del complotto

Ma ci sarebbero anche altre prove sostenute da chi ritiene che lo sbarco sulla Luna sia stato soltanto il frutto dell’immaginazione. I sostenitori del complotto sottolineano che le missioni sul satellite siano state falsificate. Per esempio affermano che nelle foto relative all’evento non si vedono le stelle e che quindi queste fotografie e le stesse riprese siano state fatte su un set cinematografico.

Una prova sarebbe in questo senso dettata dal fatto che sulla Luna sembra sventolare la bandiera, ma in realtà sul satellite della Terra non ci sarebbe il vento.

Poi si sostiene anche che le ombre visibili dalle prove fotografiche hanno direzioni diverse e che quindi sarebbero state messe a punto in presenza di due sorgenti di luce. Inoltre chi sostiene il complotto sottolinea anche il fatto che le pellicole non potrebbero resistere agli sbalzi termici nel vuoto.

C’è poi anche chi si chiede perché mai oggi, essendoci molti strumenti tecnologici dalle performance particolari, non si vada più sulla Luna.

In realtà ci sarebbe molto da chiarire su tutti questi punti, ma c’è anche chi ritiene che non ci sia stata affatto la malafede. Per esempio a proposito delle foto gli esperti di tecnica fotografica sottolineano che non si vedono le stelle perché nell’obiettivo è stata fatta soltanto entrare poca luce, per non sovraesporre le immagini. Visto che le stelle hanno una luce molto debole, per questo non sono visibili. Inoltre il fatto che la bandiera sventoli sarebbe dovuto alle vibrazioni che la fanno muovere anche in assenza di aria.

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