di Deejay

Se siamo arrivati al punto di esultare per il Presidente Filippino che spara alla gente, in noi c’è qualcosa che non va

Giusto una breve riflessione che volevamo condividere coi nostri followers. Abituati a parlare delle prodezze degli analfabeti funzionali, stavolta però non riusciamo a trovare una categoria adatta al nostro articolo. Sceglieremo dunque la categoria “Corpi con cervello in fuga”. Probabilmente una fuga di massa e vi spiegheremo a breve il perché. Ma anche “è il concetto che conta”, visto che pare che la notizia secondo la quale il Presidente Filippino abbia ordinato di sparare su chi chiunque intenda violare la quarantena, secondo alcuni, sarebbe una fake news, o che comunque le parole dello stesso Duterte siano state mal interpretate. Insomma, pare che l’ordine di sparare sia “solo” in caso di sommossa, e non nei confronti di chi viola la quarantena. Siamo pignoli, lo sappiamo, ma è una nostra deformazione professionale e siamo contenti che i nostri followers lo siano con noi.

In questo articolo ci concentreremo comunque sulle reazioni alla notizia.

Questa quarantena ci sta mettendo tutti a dura prova, economicamente e psicologicamente. Succede dunque che molto spesso gli scambi di opinioni finiscano per assumere toni fin troppo sopra le righe.

Si moltiplicano gli appelli a restare a casa. Succede che molte persone che osservano pedissequamente tutte le restrizioni, si arrabbino contro chi, al contrario, non solo non lo fa ma rischia di vanificare lo sforzo di tutti, di allungare i tempi del lockdown, e di creare situazioni di grave pericolo per la salute pubblica.

Fino a qui, nulla da dire. Succede però (e ne abbiamo già parlato in modo “morbido” attraverso dei meme) che per qualcuno il motto “RESTATE A CASA” sia diventata un’ossessione. Ripeto, spesso giustificata. Continuare però a leggere, da casa, che devo restare a casa, non rende certo la mia quarantena più serena. Un po’ come se, guidando la macchina, l’autoradio mi ripetesse di continuo che ci si deve fermare col semaforo rosso.

Sono stati segnalati numerosi casi di delazione, di gruppi di paese dove viene chiesto di pubblicare i nomi dei positivi, di liste di contagiati diffuse via Whatsapp, di persone che vengono insultate perché si trovano fuori casa per validi motivi.

Quando uscite di casa per motivi leciti, la sentite addosso quella sensazione di essere spiati e di dover essere pronti a giustificare la vostra uscita all’opinione pubblica e non solo alle Forze dell’Ordine?

Siamo arrivati al punto tale che alcuni genitori di bambini autistici, pur di non essere insultati per strada, hanno pensato di contrassegnare il proprio bambino con un nastro blu, che equivale però a far sapere a tutti, compresi agli sceriffi da balcone, che il proprio figlio è autistico. Tutto ciò non è un buon segnale. Per niente.

Dopo aver letto certi commenti alla notizia di cui vi stiamo parlando, ci chiediamo se davvero non sia il caso di preoccuparci seriamente della tenuta sociale del nostro Paese.

 

Filippien, Duterte ordina di sparare a chi viola la quarantena#ANSA

Gepostet von ANSA.it am Donnerstag, 2. April 2020

 

 

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