di Deejay

Quando le bufale superano la realtà (ma rimangono bufale)

Il Coronavirus ci ha abituato a continui colpi di scena e a cambiamenti molto repentini. In questo scenario, anche le bufale meritano una menzione particolare: molte di esse sono durate e durano il tempo di una settimana, in perfetto stile “le ultime parole famose”. Per esempio molti di voi ricorderanno, agli inizi della pandemia, le bufale sulla Russia e sulla capacità di Putin di contenere l’epidemia più di qualsiasi altro leader al mondo, magari sguinzagliando dei leoni nelle strade per scoraggiare i cittadini a uscire di casa.Ci sono invece altre bufale che col senno di poi ci hanno in qualche modo “azzeccato”, in particolare quelle che, all’inizio dell’emergenza, proponevano un lungo calendario a tappe per uscire dalla stessa. Su una di esse compariva addirittura il logo di ANSA, (che si arrabbiò moltissimo.) Ve le ricordate?

Il denominatore comune di tutte queste bufale era la data della presunta fine dell’emergenza: tutte la inquadravano nella primavera del 2021. Col senno di poi, si direbbe che queste bufale siano andate molto vicine alla realtà e che la realtà, anzi, abbia superato quanto profetizzato dalle bufale stesse. Ciononostante va ricordato che le bufale rimangono tali anche se “ci sono andate vicino” perché, specie allora, nessuno era in possesso di elementi per capire cosa sarebbe accaduto da lì a un mese, figuriamoci da dì a un anno! Insomma, anche in questo caso non va assolutamente applicato “il concetto che conta”.

Un’altra bufala che ha superato (e di gran lunga) la realtà è molto più recente, e riguarda la presunta data di inizio del nuovo lockdown (13 dicembre 2020) determinata da un’incredibile scoperta navigando nel sito di Trenitalia:

In realtà il lockdown “light” (ma che di fatto è pur sempre un lockdown) è arrivato molto prima. Più che la data di inizio, speriamo piuttosto che il 13 dicembre sia la data della fine dello stesso. Non siamo così ottimisti, ma sperare non costa nulla.

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