di Deejay

Perché deridere chi si lamenta di non poter lavorare?

Editoriale

Non è la prima volta che trattiamo questo argomento, ma ci è sembrato opportuno tornare sull’argomento sull’onda delle polemiche che stanno accompagnando l’annuncio di misure restrittive che potrebbero andare ad ampliare la platea delle attività che potrebbero essere chiuse e/o subire forti limitazioni. In particolare, ci riferiamo a un post che nelle ultime ore è diventato molto condiviso sui social, o copiaincollato:

Non muore nessuno se non si va dal #Parrucchiere per due mesi. Al massimo muore quel salone (e magari il titolare è tua sorella, tua mamma, tuo zio) e nel quale la ragazza che fa lo shampoo è in affitto nella casa che hai acquistato ad uso investimento e per il quale stai pagando un mutuo.Non muore nessuno saltando la ceretta dall’#estetista. Al massimo chiude quello studio… che magari è di tua figlia, tua moglie… o che fornisce di prodotti tuo figlio che verrà licenziato a fine mese se non raggiunge l’obbiettivo di vendita. Cosa accadrà mai saltando due mesi di #Danza, al massimo chiude quella Scuola … che potrebbe essere però della tua compagna o di tua sorella ed è aperta da soli 30 anni. Puoi anche non andare in #palestra per 60 giorni. Che ci interessa!?!? Puoi sempre fare del sano esercizio fisico nel giardino di casa… Poi se non riaprirà più perché non sarà in grado di pagare gli affitti arretrati, continuerai a fare step sul gradone della veranda… E sì, se è di tuo padre che mantiene te e tuo fratello agli studi!?! Al #ristorante? Ma cucinate a casa vostra che si mangia anche meglio… tanto quando avranno chiuso piu della metà dei locali perché i titolari sono in ginocchio… tu potrai ottimizzare l’arte dell’uso del lievito che hai messo a fuoco in questi mesi. Sperando che il ristorante non sia del tuo datore di lavoro. #Sartoria? Ma davvero vai ancora dalla sarta? Ma compra su Amazon come tutti! Anche se la sartoria l’ha fondata tua nonna ed hai messo la tua fideiussione personale sul leasing per l’acquisto dei nuovi macchinari. E che dire dei #bar? Meglio se chiudono, no!?!? Così tuo marito torna a casa prima la sera e non perde tempo a parlare di pallone con gli amici… Sperando però che non sia il proprietario di quel locale.#Contadini? Ma dai!!! Che le mele dall’estero riusciamo ancora a prenderle e, del sano vino all’etanolo, lo importiamo senza problemi.Esiste un punto in cui le misure per contrastare il #virus uccidono più del virus stesso.È FACILE DIRE DI STARE A CASA QUANDO HAI LO STIPENDIO GARANTITO. MA NON #ANDRATUTTOBENE #ACASADITUTTI

Un post che nella forma può somigliare a uno dei tanti post “honesti” e qualunquisti che circolano in rete, ma a ben vedere non è proprio così. Fa specie dover rilevare come molti abbiano condiviso o commentato questo post sogghignando o esplicitamente deridendo le categorie lavorative in esso menzionate, spesso proprio in quei gruppi dove di solito vengono presi in giro gli analfabeti funzionali.

Sappiamo tutti quanto la situazione sia delicata e che l’emergenza sanitaria porti inevitabilmente a delle restrizioni che, però, tendono sempre a colpire le stesse categorie che oltretutto, diciamocelo, non sono mai state adeguatamente indennizzate. Il post in questione altro non è che un grido di dolore. L’unica affermazione “honesta” e decisamente contestabile è quella secondo la quale le misure per contrastare il virus uccidano più del virus stesso. Si tratta di una visione di parte e non suffragata da dati oggettivi. Un’affermazione che, oltretutto, è anche uno dei cavalli di battaglia dei negazionisti. Detto questo, liquidare e sbeffeggiare il post è un atteggiamento che denota una totale mancanza di empatia, ma anche una visione egoistica che non va oltre al proprio orticello. Tra i commenti più gettonati, possiamo rilevare tutta una serie di generalizzazioni e di stereotipi, del tipo:

“Si lamentano tanto, però questa estate in ferie ci sono andati!”

Hai dei dati che possano attestare che tutti gli imprenditori in difficoltà sono andati in ferie? In ogni caso, se in quelle due settimane un’attività non aveva clienti, per quale motivo avrebbe dovuto tenere aperto e lavorare in perdita?

“Non hanno rispettato le regole, cazzi loro se adesso li fanno chiudere!”

Anche qui: hai dei dati concreti a riguardo? Davvero ritieni che TUTTI abbiano violato le regole? In base a cosa lo stai affermando?

“Piangono, ma son tutti evasori!”

Altra stupida generalizzazione, al pari degli imprenditori che pensano che gli statali siano dei parassiti.

“35.000 morti vi sembrano pochi?”

Nessuno lo afferma, e la crisi non è certo di facile soluzione, ma questi non sono negazionisti: sono solo lavoratori e imprenditori che stanno rendendo pubblico il proprio disagio. Economico e morale. Continuare a liquidare il loro disagio li porterà dritti dritti tra le braccia dei negazionisti, come sta accadendo in larga misura ed è un processo del quale pochi sembrano accorgersi.

“è tutto il giorno che leggo sta lagna ipocrita!”

Perché ipocrita? Probabilmente perché potresti essere l’autore di tutte le altre domande già elencate.

“Se hai un’attività e non sei riuscito a metter da parte un gruzzolo per ogni evenienza vuol dire che non sei un imprenditore molto illuminato…”

Vaglielo a dire a coloro che avevano appena aperto, magari a fronte di ingenti investimenti.

“Tanto saranno tutti leghisti, è ciò che si meritano!”

Affermazione che non merita di essere commentata, sulla quale c’è solo da stendere un velo pietoso.

Poi ci si chiede come mai la narrazione negazionista riesca a fare così tanta presa sfruttando la disperazione (vera) della gente che, oltre a subire un danno economico, si ritrova anche costretta a dover subire l’umiliazione di doversi vergognare di voler semplicemente fare il suo lavoro. Il disagio va ascoltato, non deriso. Altrimenti chi è in difficoltà si rivolgerà a chi, almeno apparentemente, gli dà ascolto. E che non aspetta altro.

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