di Deejay

I no-vax che si paragonano alle vittime dell’Olocausto – La risposta del Memoriale di Auschwitz

Se pensate che complottismo e antivaccinismo siano ben radicati solo nel nostro Paese, sappiate che vi sbagliate di grosso. Ogni giorno, da diverse parti del Globo, giungono notizie che riguardano quell’universo fatto di persone che ogni giorno riescono a superarsi in peggio. I no-vax sono talmente ossessionati dall’ipotesi di un gomblottone globale, che si prendono anche il lusso di paragonarsi agli ebrei sterminati nei campi di concentramento nazisti. La pagina Facebook “Osservatorio sul complottismo” ha pubblicato un post che documenta quanto accaduto in alcune città europee nei scorsi giorni:

LA BANALIZZAZIONE DELL’ORRORE: I NO-VAX STRUMENTALIZZANO IL SIMBOLO DELL’OLOCAUSTO PER DIPINGERSI COME VITTIME
Una stella gialla, come quella che gli ebrei d’Europa erano costretti a esibire come segno di riconoscimento sotto la dominazione nazista. Durante le manifestazioni anti-lockdown di sabato scorso, i no-vax, da Londra a Kiev passando per la Germania, se la sono appuntata sui vestiti per dipingersi come perseguitati, vittime, paragonando le restrizioni anticontagio e i provvedimenti sanitari, come le campagne vaccinali, al totalitarismo del Terzo Reich.
Un’odiosa banalizzazione dell’orrore, un’appropriazione indebita priva di decenza e della minima empatia umana. Per dirla con le parole del Memoriale di Auschwitz, che ha commentato l’indegno episodio: “strumentalizzare la tragedia degli ebrei che hanno sofferto, sono stati umiliati, contrassegnati da una stella gialla e infine isolati nei ghetti e assassinati durante l’Olocausto, al solo scopo di opporsi alla vaccinazione, che le vite umane le salva, è un triste sintomo di declino morale e intellettuale”.
Il commento del profilo Twitter del Memoriale di Auschwitz

Non è la prima volta che i no-vax si paragonano indebitamente alle vittime della Shoah, tra fotomontaggi e meme di cattivo gusto, per non dire oltraggiosi. Eccone alcuni tra i più diffusi in rete:Con tanto di versione “riveduta e corretta”:

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