Medici senza frontiere lotta contro l’epidemia di ebola in Africa. Ma per gli Indignati le donazioni sono per le multinazionali

La pagina Facebook ufficiale di Medici Senza Frontiere condivide il seguente post: “L’incubo ebola è tornato. Servono subito kit medici per fermare l’epidemia. Con il tuo aiuto possiamo agire in tempo“.

Cliccando sul post, si apre una pagina dove è possibile effettuare una donazione in favore dell’operato di Medici Senza Frontiere per combattere la terribile epidemia. Nella pagina troviamo anche informazioni aggiuntive: “Repubblica Democratica del Congo: 9 epidemie di Ebola in 40 anni. Questa volta però la malattia ha raggiunto l’area urbana di Mbandaka, una città con più di un milione di abitanti. La situazione è grave ed allarmante. Ad oggi 60 persone hanno presentato i sintomi della febbre emorragica e 27 purtroppo sono morti. I nostri operatori sono già sul posto: hanno organizzato 2 zone di isolamento negli ospedali e installato 2 Centri per il Trattamento dell’Ebola. Inoltre, 50 tonnellate di rifornimenti sono state spedite e 670 operatori e volontari sono stati vaccinati dal nostro staff. Servono urgentemente kit medici, kit di protezione e disinfezione, kit per il trattamento dell’acqua, kit di logistica e igienici, e molto altro ancora.”

Dunque, una situazione decisamente grave che va immediatamente contrastata. Eppure, gli Indignati – sempre in agguato in questi casi – vedono nella richiesta di donazioni l’ennesimo complotto per finanziare le multinazionali che, probabilmente, hanno fatto in modo di creare loro stesse l’emergenza.

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