di Deejay

Lunghe code di presunti vacanzieri a Roma. Ma è andata davvero così?

Coronavirus, auto in coda sul Raccordo Anulare di Roma: “Vanno a fare la gita fuori porta”

Questo è il titolo di un link contenente un video, pubblicato da Repubblica (ma anche altre testate hanno dato la stessa notizia) che ha fatto scatenare l’indignazione generale nella giornata di Pasqua 2020.

In effetti, vedere lunghe code di automobili mentre siamo costretti a fare tutti il nostro dovere trascorrendo la Pasqua in casa, farebbe girare la palle un po’ a chiunque.

Premesso che chi viola il decreto, a maggior ragione se lo fa per andarsi a divertire, andrebbe preso a calci nel sedere, è pur sempre nostro dovere fare chiarezza su quanto viene diffuso in rete. Anche qui non deve valere la regola del “concetto che conta”. Possiamo parlare di bufala? Qualcuno l’ha definita così, noi ci limitiamo a definirla un’informazione non corretta.

Condividendo ieri l’articolo di Repubblica, usciva questa anteprima:

Un titolo che ci pare fuorviante: è pur vero che “Vanno a fare la gita fuori porta” è un virgolettato di chi ha ripreso il video (un operatore sanitario) ma nell’articolo a corredo del video c’è scritto questo:

Coronavirus, auto in coda a Roma: “Vanno a fare la gita fuori porta”. Ma è l’effetto dei controlli
“Dove va tutta questa gente? Questi sono i romani. Vanno a fare la gita fuori porta”. Il primo video di questa clip, girato sabato 11 aprile da un operatore sanitario, mostra la fila sul Grande Raccordo Anulare di Roma. A seguire la coda sulla Salaria. Ma i dati delle autorità certificano però che sabato nella sola capitale sono stati effettuati 25mila controlli. A fronte di questo numero imponente di fermati, solo 100 sono stati multati. In altri termini, le persone fermate avevano praticamente tutte un giustificato motivo per circolare. E le code, probabilmente, sono spiegabili proprio con il grande numero di posti di blocco e con la meticolosità dei controlli.

In questa foto il posto di blocco con restringimento di carreggiata che ha causato la coda

La stessa Repubblica ha successivamente pubblicato un articolo molto simile a quello che state leggendo.

Per cui, è giusto incazzarsi contro i trasgressori, ma dovremmo tutti riporre maggiore attenzione in ciò che scatena la nostra indignazione.

Diversi sono stati gli articoli dal titolo un po’, a nostro avviso, ambiguo. Vediamo, per esempio questo titolo di un articolo della Nuova Venezia del 12 Aprile 2020:

Diverse persone lo hanno condiviso con indignazione, immaginandosi folle oceaniche riversatesi nelle spiagge venete ma aprendo l’articolo leggiamo:

Cinque le violazioni accertate a Jesolo, nella zona del lungomare, e quattro a Chioggia; tra queste, una ragazza che correva tranquillamente in spiaggia, e altre due persone che passeggiavano sulla diga dei ‘murazzì, come in una normale domenica di primavera.

Insomma, forse siamo meno indisciplinati di quanto noi stessi siamo abituati a dipingerci, e questa ci pare una buona notizia anche se le notizie autentiche riguardanti trasgressioni, alcune delle quali clamorose, purtroppo, non sono mancate.

 

 

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