“Il lavoro retribuito non è più necessario”. Gli analfabeti fraintendono il messaggio di Grillo e partono le offese

Circola su Facebook il video di un’intervista a Beppe Grillo in cui il popolare comico parla dei cambiamenti sociali, del lavoro e del problema incalzante della disoccupazione. Parte citando un concetto espresso da alcuni magnati americani tra cui Mark Zuckerberg, il famoso creatore di Facebook. Secondo loro, dice Grillo, entro il 2025 molti lavori manuali, oggi di spettanza agli esseri umani, saranno di competenza delle macchine. Addestratissimi robot capaci di produrre tanto a costi inferiori. Questo, ovviamente, genererà licenziamenti e, quindi, ulteriore disoccupazione. Il reddito di diritto di cui Grillo parla interverrebbe quindi per ogni cittandino. Tale reddito diverrebbe necessario in quanto, con una produzione così grande garantita dalle macchine, qualcuno dovrà pur comprare. Senza lavoro, nessuno acquista. Con un reddito, tutti possono acquistare e, soprattutto, fare il lavoro che preferiscono.

Si tratta decisamente di un discorso complesso e pieno di sfumature (e se la gente non lavora? E se nessuno produce i beni di prima necessità? E perché io dovrei lavorare di più di qualcun altro?) che va ascoltato nella sua totalità e, ovviamente, approfondito. Forse un’utopia, forse una chimera, forse una possibile realtà. In ogni caso, nulla di così iperbolico se paragonato alle continue promesse elettorali sciorinate, di volta in volta, da tutti i partiti politici.

Diventa ovvio che se il video viene presentato con una citazione decontestualizzata (“Il lavoro retribuito non è più necessario, serve un reddito per diritto di nascita“) sembra che Grillo voglia dare il via al partito del fancazzismo, dove nessuno fa niente e riceve, mensilmente, un comodo stipendio sul suo conto corrente.

Un titolo del genere sobilla gli animi sempre accesi degli Analfabeti Funzionali, alla ricerca continua del mostro contro cui sputare sentenze. Senza probabilmente neanche ascoltare l’intera intervista, gli Analfabeti partono con i loro attacchi rabbiosi, sciorinando il solito elenco di vacuità:

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