La “vergonia” di non capire l’ironia

Che internet, e Facebook in particolare, sia pieno di pagine satiriche è ormai noto. Nascono per far ridere e per intrattenere. Il sarcasmo e l’ironia tuttavia non sono per tutti. Non perché sia necessaria un’intelligenza superiore, non perché occorra una cultura personale smisurata per capire le battute ma semplicemente perché serve buon senso e la mancanza di quella superficialità che spinge le persone a commentare senza rendersi conto del senso di ciò che stanno commentando.

E così in una pagina di PALESE satira politica, in cui pare impossibile anche solo lontanamente concepire che un post del genere sia stato veramente scritto da qualcuno che non fosse intenzionato a suscitare semplicemente grasse risate (o lacrime amare), ci si ritrovi a ridere, a piangere, a cavarsi gli occhi, a parlare con Darwin dell’evoluzione umana in uno studio psichiatrico imbastito nella vostra testa, per i commenti che si leggono.

I più ingenui idealisti si prodigano a spiegare alla massa l’origine dello stato da clochard di Leonardo Di Caprio o la vera situazione economica di uno dei più noti e pagati giocatori di basket nella storia dell’NBA. Tra questi, c’è qualcuno che prova addirittura a sottolineare la natura ironica del post o della pagina, nel caso qualcuno non ci sia ancora arrivato. Ma i migliori sono loro, “indinniati” per il trattamento speciale riservato a Shaquille O’Neal a discapito del povero Leonardo, sicuramente italiano di origini, ma non di certo povero e di sicuro con più di una casa. La colpa è sempre del governo, che oltre a toglierci le case, si prende pure la nostra dignità, sempre che non sia stata già persa tra i commenti di un social network a caso.

Purtroppo abbiamo incapaci nei posti chiave dello stato