di Deejay

La proposta di Matteo Salvini di aprire le chiese non è stata digerita nemmeno dai suoi fans

Una cosa va detta: Matteo Salvini è uno che sa bene come far parlare di sé. Grazie soprattutto a uno staff di tutto rispetto, capitanato da Luca Morisi, che ha saputo sfruttare al meglio i nuovi mezzi di comunicazione, come Berlusconi seppe sfruttare al meglio le sue televisioni, quando la comunicazione era monodirezionale.

Chi lo ritiene uno stupido, si sbaglia di grosso. Non è da tutti raggiungere un così elevato consenso sfruttando appieno le piattaforme social, battendo sullo stesso campo chi per primo aveva capito quali fossero i nuovi strumenti di comunicazione, in primis Grillo e Casaleggio. Chi lo considera un analfabeta funzionale, si sbaglia ancora di più. Sa bene il fatto suo, e come politico gli va riconosciuta questa abilità. Perché, che se ne dica, un politico deve anche pensare ai consensi.

Tuttavia, anche al più scaltro degli strateghi può succedere di prendere un granchio, ed  è il caso dell’ultima uscita del Capitano sull’ipotesi di aprire le chiese e rilanciata dal Senatore Simone Pillon, dal quale procederemo con l’estrarre alcuni commenti.

“Garantire le messe a Pasqua, pur con tutte le misure di sicurezza.
I supermercati e i tabaccai sono aperti.
Lo siano anche le chiese.
La scienza da sola non basta.”

Perché Salvini ha fatto un passo falso?

Perché in un periodo in cui l’opinione pubblica è fortemente polarizzata sullo slogan “STATE A CASA!!!!”, forse, non era così opportuno uscire con qualcosa in netto contrasto col comune sentire. Specie per politico come lui, che ha costruito il suo consenso cavalcando l’onda di “ciò che la gente vuol sentirsi dire” in un determinato istante, a costo di contraddirsi ripetutamente come più volte ha fatto.

Perché Salvini NON ha fatto un passo falso?

Perché vige pur sempre la regola che l’importante è che se ne parli. Non importa se bene o male.

A dire il vero, quella di Salvini è una di quelle proposte che in questi giorni sarebbero comunque meritevoli di discussione, tra chi esclude categoricamente qualsiasi apertura alle restrizioni e chi è più possibilista, mettendo in campo tutte le precauzioni del caso. Il sospetto che l’affermazione sia solo frutto di un calcolo a fini elettorali, tuttavia, è tutt’altro che infondato. Aggiungiamo inoltre (ma questa è una nostra opinione) che per un credente il luogo in cui si prega è assolutamente ininfluente.

Nel post di Simone Pillon, che troverete in fondo all’articolo, troverete tutti i commenti pro e contro. Ve ne anticipiamo qualcuno:

 

 

Garantire le messe a Pasqua, pur con tutte le misure di sicurezza.I supermercati e i tabaccai sono aperti.Lo siano anche le chiese.La scienza da sola non basta.

Gepostet von Simone Pillon am Samstag, 4. April 2020

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