di Deejay

La pandemia finirà ma gli idioti resteranno idioti

Qualcuno afferma che l’ignoranza sia un male più grande della pandemia stessa. Certo, è difficile sminuire una catastrofe planetaria che al momento annovera quasi due milioni di vittime, ma pensando all’enorme potenziale distruttivo di cui l’ignoranza dispone, si potrebbe dire che sì, è proprio vero. Anche perché, come abbiamo scritto nel titolo, questa pandemia, prima o poi, se ne andrà e torneremo finalmente a vivere la nostra vita di sempre: potremo andare allo stadio, a un concerto, al cinema, a teatro, a ballare, e tutto questo sarà possibile grazie agli enormi sforzi messi in campo della scienza, non certo grazie alle cazzate vomitate sui social dai laureati all’Università della Strada, che mai come in questo triste periodo hanno avuto modo di palesare quanto siano incredibilmente gelosi della propria ignoranza. Sono contro la scienza ma non hanno un’alternativa valida da proporre (che strano) per uscire da questa situazione. Eppure saranno loro i primi a beneficiare dei vaccini fatti dagli altri. Saranno i primi ad andare allo stadio, a un concerto, al cinema, a ballare, a teatro (ecco, loro a teatro magari no) e non ammetteranno mai di aver sbagliato, anzi: quando i dati miglioreranno diranno che sono dati inventati dai Poteri Forti per farci “digerire” il vaccino. Loro hanno sempre una risposta a tutto, inutile tentare di parlarci: loro “si informano”, voi siete le pecore. Il problema è che questi signori non sono quella minoranza rumorosa che ci immaginiamo sia. Sono tanti, arroganti e pericolosi. E ci saranno anche quando la pandemia sarà finita, pronti a pontificare su altri argomenti.

Il problema dell’analfabetismo funzionale non è solo italiano, e questa non può e non deve essere una magra consolazione: il mondo si sta instupidendo sempre di più, ma la cosa che dà più rabbia è notare come gli stupidi si servano proprio degli strumenti messi a disposizione dai progressi fatti dalla scienza: quando prendono in mano il loro cellulare col quale vomitano certe cazzate, manco possono immaginarsi quanto sapere vero c’è nel palmo della loro mano. Figuriamoci, anzi: magari lo useranno per scrivere qualcosa contro il 5G che permette loro di scrivere quel qualcosa, contro la ricerca spaziale che permette loro di usare una rete di telecomunicazioni così avanzata, contro i vaccini dimenticando di essere adulti e vaccinati e che probabilmente possono scrivere quella cazzata proprio grazie al fatto di essere vivi e vegeti perché protetti dai vaccini ricevuti quando erano bambini. Ecco perché, tra tutte le immagini simbolo di questo 2020 (ce ne sono tante) abbiamo scelto proprio quella che ritrae un cartello con scritto “Basta scienza”, esposto con orgoglio durante una manifestazione negazionista la scorsa estate a Firenze, tra l’altro non in un luogo qualsiasi ma proprio di fronte alla Basilica di Santa Croce, al cui interno è sepolto Galileo Galilei. Un’immagine dunque doppiamente emblematica e che non fa che aumentare quel senso di sfiducia e di impotenza di fronte all’avanzare dell’ignoranza sventolata come bandiera. Chi avrebbe mai pensato che nel 2020 avremmo avuto nostalgia dei tempi in cui era considerato normale vergognarci della nostra ignoranza? E invece ci ritroviamo a dover aver addirittura paura di palesare il nostro pieno sostegno alla scienza e alla conoscenza, perché ogni volta che lo faremo qualcuno apparirà dal nulla e ci propinerà le sue assurde teorie lette sul web, intimandoci di “studiare”. La pandemia prima o poi finirà, e non certo grazie a loro: anzi, nonostante loro. Ciò che sarà sicuramente difficile da arrestare sarà questa assurda e surreale involuzione culturale.

i