di Deejay

La bufala pubblicata dal nuovo candidato a commissario alla sanità della Calabria

Sembra proprio non esserci pace per la sanità calabra, che ha visto in un brevissimo lasso di tempo un incredibile susseguirsi di commissari,  ma andiamo con ordine: tutto ebbe inizio con Saverio Cotticelli che fu costretto a dimettersi dopo le polemiche relative alla gestione del piano Covid per la Calabria. Venne dunque nominato Giuseppe Zuccatelli, sul quale però si sollevarono altre polemiche per un video (vecchio ma non troppo) in cui minimizzava la pericolosità del Coronavirus. Inoltre, guardando il suo profilo facebook, avevamo scoperto che in passato aveva pure pubblicato una delle bufale più note del web.Fu dunque la volta di Eugenio Gaudio, che rinunciò all’incarico immediatamente per motivi “di natura familiare”, probabilmente convinto dalla moglie che non voleva trasferirsi a Catanzaro. Venne fatto anche il nome di Gino Strada, ma la cosa non ebbe seguito e (non) si risolse con un nulla di fatto. In queste ore uno dei nomi più accreditati per la nomina a commissario alla sanità della Calabria è quello di Narciso Mostarda, una figura importante e un professionista con un curriculum di tutto rispetto, ma con una piccola ombra nel suo profilo facebook. Ebbene, anche lui, nel lontano 2013, pubblicò un’altra tra le bufale più diffuse su facebook:

Oggi, 29 gennaio 2013, come titolare di questo account in Facebook, dichiaro alle parti interessate, e in particolare all’amministratore di società di Facebook, di essere titolare dei miei diritti di autore che sono collegati a tutte le mie informazioni personali, commenti, testi, articoli, illustrazioni, foto, video professionali, etc. (come da Convenzione Berner). Per l’uso commerciale di quanto sopra menzionato sarà sempre necessario il mio consenso scritto. Con questa affermazione è severamente vietato a Facebook divulgare, copiare, distribuire, diffondere tali contenuti o eseguire qualsiasi altra azione contro di me basata su questo profilo o il suo contenuto. Queste azioni proibite si applicano anche ai dipendenti, studenti, agenti o membri di qualsiasi squadra, sotto la direzione o il controllo di Facebook. I contenuti del mio profilo sono informazioni private e riservate. La violazione della mia privacy può essere punita dalla legge (UCC 1-308 – 1 308 1-103 e lo statuto di Roma), in Brasile dal codice di protezione e tutela del consumatore (legge 8.078/90) e in Argentina dalla legge 26.388 del CCP.

Una bufala che sicuramente non intacca il suo importante curriculum, certo è che aver pubblicato almeno una bufala sui social sembra sia diventato una sorte di denominatore comune tra i candidati commissari alla sanità della Calabria.

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