Immigrati italiani Vs invasori africani

La pagina Facebook “Un caffè al giorno” cita un articolo del New York Times datato 14 maggio 1909:

“Han­no la pel­le scu­ra e puz­za­no per­ché non si la­va­no, non ama­no l’ac­qua. Fate at­ten­zio­ne se vo­glio­no af­fit­ta­re una casa per­ché si pre­sen­ta­no al mas­si­mo in due però poi dopo po­chi gior­ni di­ven­ta­no quat­tro, sei, die­ci. Ri­fiu­ta­no di in­te­grar­si , di­sprez­za­no le no­stre usan­ze e le no­stre tra­di­zio­ni e tra loro par­la­no lin­gue a noi in­com­pren­si­bi­li.

Riem­pio­no le no­stre stra­de, i no­stri ne­go­zi e i no­stri lo­ca­li con bam­bi­ni che chie­do­no l’e­le­mo­si­na e con adul­ti che in­vo­ca­no pie­tà, con toni la­men­to­si e pe­tu­lan­ti, e chie­do­no un aiu­to. Sono de­di­ti al fur­to e mol­to vio­len­ti, è im­por­tan­te che le no­stre don­ne stia­no lon­ta­no da loro per­ché si è dif­fu­sa la voce di al­cu­ni stu­pri con­su­ma­ti dopo ag­gua­ti in stra­de pe­ri­fe­ri­che quan­do le don­ne tor­na­no dal la­vo­ro.

I no­stri po­li­ti­ci, i no­stri go­ver­nan­ti de­vo­no ca­pi­re che stan­no sba­gliando tut­to, han­no aper­to le fron­tie­re a que­sta in­va­sio­ne che met­te a ri­schio la no­stra so­cie­tà e la no­stra ci­vil­tà, non sono sta­ti in gra­do di se­le­zio­na­re chi en­tra nel no­stro pae­se, con­sen­ten­do di far­lo non solo a chi vie­ne qui per la­vo­ra­re ma an­che e so­prat­tut­to a chi vive di espe­dien­ti e, peg­gio an­co­ra, è de­di­to ad at­ti­vi­tà cri­mi­na­li”.

La citazione è un modo per creare un parallelismo tra le drammatiche situazioni degli italiani dell’epoca e quelle attuali degli immigrati dall’Africa. Anche i nostri antenati sono stati discriminati. Anche loro erano malvisti. Eppure, gli analfabeti funzionali trasformano un momento di riflessione in una nuova caccia alle streghe. E c’è, ovviamente, l’illuminato che non manca di fare battute e similitudini poco felici sui napoletani:

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