Sei un analfabeta funzionale? L’identikit dell’AF italiano

Gli analfabeti funzionali sono in mezzo a noi, lo sappiamo bene. Si tratta di quelle persone con cui, maggiormente, entriamo in contatto sui social. Proprio in rete non hanno problemi a palesarsi e ad esprimere concetti senza senso e opinioni frutto del non ragionamento e del riportare senza senso le parole di qualcun altro. Il fenomeno ha raggiunto una portata tale che Enrico Mentana, il giornalista, ha coniato un termine per identificare questi personaggi: webeti (unione tra web e ebete). Ma chi sono gli analfabeti funzionali nella vita? Chi è più probabile che lo sia, la signora anziana che avete fatto passare per prima salendo in autobus o il ragazzino che guardava il cellulare mentre attraversava la strada accanto a voi? Vediamo insieme l’identikit analfabeta funzionale italiano.

Analfabeta funzionale: cosa sa (o non sa) fare

Cos’è che caratterizza un AF? Chiamati analfabeti funzionali o low skilled (letteralmente “poco qualificato”) si tratta di persone che sanno leggere e scrivere ma mostrano serie difficoltà nel comprendere il contenuto di testi anche semplici. A questo va ad aggiungersi l’essere “privi di molte competenze utili nella vita quotidiana“, come riporta Il Sole 24 Ore. Cosa vuol dire essere un analfabeta funzionale a livello pratico?

L’AF è colui che non è in grado di applicare efficacemente l’abilità della lettura, quella della scrittura e quella del calcolo nella vita quotidiana. All’atto pratico si tratta di persone che

non sono in grado di comprendere le istruzioni di un frullatore, credono all’opinione di chiunque senza informarsi e ancora non sanno distinguere la figura del giornalaio da quella del giornalista

Si può testare valutando il livello di literacy e quello di numeracy. Quando si parla di literacy si intende interesse, attitudine e abilità di una persona ad utilizzare in modo appropriato quelli che sono gli strumenti socio-culturali che ha a disposizione (le tecnologie digitali, i mezzi di comunicazione) per gestire gestire, valutare e integrare le informazioni che acquisisce. A questo si aggiunge la capacità di formulare nuove conoscenze e comunicare con gli altri contribuendo attivamente e positivamente alla vita sociale. Quando si parla di numeracy si intende, invece, l’abilità di accedere, interpretare, utilizzare e comunicare informazioni e idee di tipo matematico nella vita di tutti i giorni.

Identikit analfabeta funzionale: più di 55 anni e poco istruito o giovane che non lavora né studia

L’identikit dell’AF ce lo ha fornito uno studio PIAAC; l’obiettivo della ricerca era quello di analizzare le competenze degli adulti di una serie di paesi partecipanti andando ad individuare la percentuale di popolazione classificabile come low skilled. Dallo studio sono emersi una serie di dati che hanno permesso di identificare il profilo dei cosiddetti analfabeti funzionali per età, area geografica, livello di studi e status. Il fenomeno dell’analfabetismo funzionale ha a che fare con le radici politiche, il livello di istruzione e la classe sociale. Analfabeti funzionali si diventa anche, però, quindi non è da escludere che anche un laureato possa essere un AF in seguito alla mancata sollecitazione di tutte le competenze acquisite in precedenza (lettura, informazione, sviluppo del pensiero critico).

Qual è, quindi, l’identikit analfabeta funzionale italiano? Partiamo dal presupposto che, secondo i risultati della ricerca, in Italia più del 47% della popolazione è classificabile come tale. Nella classifica mondiale siamo 4° sotto Indonesia, Cile e Turchia nella lista dei 33 paesi che hanno partecipato alla ricerca. La carta d’identità dell’AF tracciata dall’Osservatorio Isfol rileva che:

  • geograficamente gli AF sono collocati tra il sud (30,3%) e il nord ovest (30,2%) del paese;
  • il 10% del totale è disoccupato;
  • la maggior parte fa lavori manuali e routinari;
  • più della metà è uomo;
  • 1 su 3 ha più di 55 anni.

Posto ciò la ricerca ha evidenziato i pensionati e coloro che svolgono un lavoro domestico non retribuito come le fasce di popolazione in cui l’analfabetismo funzionale attecchisce maggiormente; la percentuale di low skilled va aumentando con l’aumentare dell’età (nella fascia 16-24 si attesta al 20% che diventa un 41% negli over 55). Le ragioni? Secondo la ricercatrice Mineo si tratta dell’assenza di obbligatorietà degli studi per coloro che sono nati prima del 1953 da un lato e nella maggior presenza di analfabetismo di ritorno nelle fasce più adulte.

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