di Deejay

I consigli dei laureati del web a una ragazza col padre in terapia intensiva

Ci hanno segnalato un post, pubblicato in uno di quei gruppi facenti parte della galassia di gruppi popolati da nagazionisti o cultori di terapie alternative, nel quale una ragazza esterna la propria preoccupazione per il padre malato di Covid, ricoverato in serie condizioni in terapia intensiva. Un post che fa trasparire tutta l’angoscia per una situazione così grave, e verso il quale è davvero difficile non provare empatia. Ciò che balza immediatamente all’occhio, sono le risposte allo stesso: di fronte a una situazione così critica, i soliti laureati su Facebook e su YouTube non hanno perso l’occasione di propinare i loro consigli, che specie in situazioni del genere possono essere molto dannosi, ma veniamo al post:

“Salve ho mio padre in terapia intensiva per il covid è peggiorato solo in questi giorni nessuna terapia ha funzionato ora è ancora con il casco e il ventilatore ma stanno valutando di intubarlo vorrei ricorrere all uso del plasma ma L ospedale non lo usa se non in rari casi di patologie già pregresse volevo sapere a chi santo rivolgermi per tirare fuori mio padre da lì dentro vivo vi prego aiutatemi ha 49 anni solo 49 anni i miei figli hanno solo lui e noi anche!!! Per favore attendo notizie e tante preghiere vi chiedo!!!😭😭😭😭❤️

I pochissimi che hanno solo osato suggerire di fidarsi dei medici, non sono stati trattati molto bene. Per esempio, un utente semplicemente ha osato scrivere queste parole di assoluto buon senso:

“Lascia lavorare i sanitari. Sanno quello che fanno. Non sono lì a caso. Hanno studiato per essere lì.
Ora su facebook tutti a dare consigli.”“Fai solo danni”. “Sei un pericolo”. Lui, eh?

Fatto.

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