di Deejay

Ho provato a discutere civilmente con dei no-vax. Ecco come è andata

Solitamente, pur di non cedere alla tentazione di rispondere a certi post che vedo scorrere in bacheca, preferisco mordermi la lingua o nascondere virtualmente la testa sotto la sabbia. Non sono uno che fa “pulizzzia kontatti” e se ne vanta (ogni volta che vedo qualcuno vantarsene, penso: “e sticazzi?”).  Siccome i miei post personali sono comunque tutti pubblici, che una persona sia effettivamente nella lista della mie amicizie o che non lo sia, a me non fa alcuna differenza, ed è per questo motivo che preferisco di gran lunga usare la funzione “non seguire più”, che è quasi come una pulizia contatti, ma totalmente, diciamo, “silenziosa”. A forza di usarla mi verrà il tunnel carpale, ma almeno avrò evitato di rovinarmi il fegato o di perdere qualche amicizia reale. Sì, ho amici complottisti, amici veri, in carne e ossa, e molti di loro sono davvero bravissime persone cui voglio bene, che di fronte a una birra di solito non hanno quell’atteggiamento estremista che usano adottare quando scrivono nei social. Che poi, in fin dei conti, la stessa identica cosa vale anche per me: anch’io dal vivo sono più ragionevole.

Far notare a qualcuno che sta pubblicando una fake news, per esempio, mi fa sentire ogni volta quello che vuole fare a tutti i costi la parte del saputello, per cui ho imparato a farmi di più i cazzi miei, tanto non sarò certo io a salvare il mondo dalla disinformazione.

“Discutere con certe persone è come giocare a scacchi con un piccione. Puoi essere anche il campione del mondo ma il piccione farà cadere tutti i pezzi, cagherà sulla scacchiera e poi se ne andrà camminando impettito come se avesse vinto lui.”

Ma se i piccioni sulla scacchiera fossero due? E se fossi io uno di quei due piccioni? Prima di intervenire, dunque, mi faccio sempre questa domanda. Insomma, cerco di mettercela tutta e di fare anch’io un bagno di umiltà. Nel dubbio, rinuncio.

Ho dunque preferito di limitare il più possibile i miei interventi, anche i miei post personali sull’argomento, nella consapevolezza che un post a favore dei vaccini è una sorta di carta moschicida cui in breve tempo si appiccicheranno i miei contatti no-vax, free-vax, mamme informate e via dicendo. Preferisco evitare e magari limitando i miei interventi solo sotto post di persone con le quali ritengo che si possa ragionare, salvo poi pentirmene puntualmente e amaramente. Ecco un esempio tentativo di dialogo con un mio contatto: premetto che prima di decidermi a intervenire, mi sono prefissato di mantenere la calma, di rimanere pacato, di non apparire come “saputello”, di non comportarmi come un piccione sulla scacchiera e di concedere anche ampi margini di ragione, qualora ce ne fossero stati, nonché di contare fino almeno a dieci prima di scrivere ogni altro commento.

L’argomento era il vaccino AstraZeneca, e i presunti casi di decessi legati ad esso. Il mio contatto aveva solo pubblicato uno dei tanti articoli di giornale che ne hanno dato notizia, limitandosi a dire: “Visto? Uno al giorno!”, ma senza sbilanciarsi più di tanto, ed è con questo commento che mi sono deciso a intervenire:

“So che essere provax è poco popolare sui social, però le cose andrebbero analizzate in modo meno emotivo e più razionale (non ti sto dando dell’irrazionale, parlo in generale, anche per me), e talvolta anche con cinismo. Una correlazione può essere indice di causalità, ma va sempre dimostrata. Parlo anche di cinismo perché, fosse anche accertato il nesso, in economia di guerra si sceglie il danno minore. “Uno al giorno” (su milioni di dosi) è meno di 500 morti al giorno e sicuramente in un anno sarà un conto di gran lunga inferiore a 100.000. “E se quell’uno fossi tu?”. Mi accollo il rischio, non ho problemi.”

Il mio contatto non ha più risposto direttamente al mio commento, ma sono subentrati altri suoi contatti

  • “perché invece non va dimostrata la causalità con il Covid? Domanda già sentita ma a cui nessuno sa rispondere in modo obiettivo”
  • Io: “Ti riferisci alla polemica delle morti con/per covid?”
  • “certo, anche casi estremi in cui la causa era evidentemente un’altra e la persona era solo positiva al Covid…”
  • Io: “Ci sono stati diversi casi di anziani caduti dalle scale che sono risultati positivi al tampone e classificati come morti per Covid, con tanto di titoloni sui giornali, ma statisticamente è improbabile che 100.000 persone siano cadute dalle scale. I numeri vanno sempre analizzati in larga scala e vanno sempre letti con obiettività, sia nell’uno che nell’altro caso, perché il bias di conferma è sempre in agguato. Per tutti, anche per chi minimizza i decessi potenzialmente legati al vaccino, sia chiaro. Per esempio, la risposta di AstraZeneca, per quanto mi riguarda, è stata a dir poco imbarazzante: “Raga, va tutto bene” è una non risposta. che scientificamente non ha alcun valore.”

Se notate, la mia risposta è stata molto pacata, e in qualche modo ho dato credito alle sue preoccupazioni, evidenziando che non ho gradito la risposta di AstraZeneca. La risposta è stata questa:

  • “certo non tutti ma non sono solo quelli caduti dalle scale. E’ questo il punto: la tanta osannata scienza ne ha fatti di scivoloni…è credibile? Per me no….sono sana quindi preferisco curarmi se mi ammalo che rischiare di morire o avere gravi danni da sana…poi ognuno fa quello che gli pare basta smetterla con ricatti e idioti commenti da gente idiota che neanche riporto”

A quel punto ho pensato che fosse perfettamente inutile continuare. Avrei voluto risponderle: “Non ha messo in conto l’ipotesi di ammalarsi?”– oppure – “Se non si fida della scienza, dovrebbe per coerenza rinunciare anche alle eventuali cure, ma anche allo smartphone che sta usando per scrivere questi commenti”, ma ho preferito finirla lì, tanto avevo capito che sarebbe stato del tutto inutile. Nel frattempo sono apparsi altri contatti a supporto della signora. Nessuno ha più replicato al mio commento in modo diretto:

  • “infatti, ci sono persone catalogate come “morte per Covid19” ma avevano altre patologie che nessuno ha mai detto !!! I corpi che hanno bruciato in Lombardia non sapremo mai cos’avevano 🙄🤨🤔😡
  • “Secondo qualcuno rientra nella normalità ! Ma io alla mia pelle ci tengo e non sono una cavia !”
  • “nemmeno io “

Qualcuno, timidamente, ha provato a replicare:

  • Ma quanti ne stanno morendo a causa del virus? Io l’ho passato, li ho visti con i miei occhi quando ero in ospedale 😥
  • Risposta: “Nessuno dubita questo, il mio concetto personale è molto semplice, ed è basato sulle possibilità di contrarre e ammalarsi gravemente di questo virus: preferisco farmi curare, dato che è quasi sempre possibile, piuttosto che morire o avere conseguenze più o meno gravi da sana”

Convinta lei, signora, convinti tutti. E tanti auguri. Io vado a farmi una birra. Da solo.

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