di Deejay

Il nuovo ministro dell’Istruzione: “Speriamo che faremo bene”.

Nel momento in cui accetti di fare il Ministro dell’Istruzione, devi mettere in conto che nulla ti verrà perdonato sul piano grammaticale: ogni congiuntivo sbagliato, ogni sbavatura grammaticale farà notizia, ma anche qualsiasi episodio che possa in qualche modo palesare la tua non conoscenza di un determinato argomento. Patrizio Bianchi, il nuovo Ministro dell’Istruzione del Governo guidato da Mario Draghi è stato protagonista di uno scivolone proprio nel giorno del giuramento: “Speriamo che faremo bene” e “L’ho imparato ieri”, ha detto ai cronisti. Nulla di particolarmente grave, diciamolo, anche perché stiamo parlando di una persona con un curriculum di tutto rispetto, e sono forme “colloquiali” che sono tollerate, ma la cosa ha strappato qualche sorriso, ma pure qualche polemica, anche accesa, tra chi afferma che si tratti di un grave errore grammaticale e chi invece sostiene che non vi sia alcun errore. A prescindere da questo, le polemiche sollevate da alcuni giornali appaiono oggettivamente eccessive (e forse anche un po’ strumentali) e non è certo attraverso un episodio di questo tipo che si valuta l’operato di un ministro o di qualsivoglia soggetto.

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