Era il primo dicembre del 1955…

Come riportano tutti i libri di storia, la ricorrenza odierna è di capitale importanza per i rapporti umani.

Un gesto assai semplice: il primo dicembre del 1955 una giovane sarta afroamericana, Rosa Parks, decise di prendere l’autobus per tornare a casa. Un gesto banale e per voi tutti ormai praticamente scontato, ma non nell’America della segregazione razziale

Con nessun posto a disposizione rimasto il conducente del mezzo decide così di ordinare alla sarta di colore appena incontrata di alzarsi e cedere il suo posto ad un bianco tardivamente sopraggiunto e desideroso di attivare il suo “privilegio” di un posto a sedere.

Compostamente e dignitosamente Rosa Parks rifiutò, venendo per questo incarcerata e cominciando una catena di eventi che portò, in pochi mesi, all’abolizione della segregazione razziale sui mezzi pubblici dell’Alabama, primo passo verso la parità di diritti.

Oggi varie testate online hanno deciso di dare un tributo a questo importante momento storico

Purtroppo, anche gli Indinniati Speciali, fieramente abbarbicati al loro piccolo mondo meschino a base di immigrati negli alberghi ed italiani nelle tende, italiani brava gente che gli stranieri gli rubano il lavoro111!!11!!!1!1111, Piano Kalergiiiih! ed altre profanità hanno deciso di celebrare questa ricorrenza a modo loro, retroattivamente riscrivendo la storia mondiale per descrivere un mondo in cui, a seconda dei casi, la segregazione razziale non è mai esistita, è esistita, oppure esiste ed è un loro diritto applicarla a chi gli sta antipatico, se non creando deliziosi paradossi per cui le persone di colore sono vittime se restano a casa loro e carnefici se vengono in Italia con la complicità di Renzi, Gentiloni, Diabolik e Spider-Man… anche quando ci sono nati, ma l’Indinniato questo, come Alice, non lo sa.

Menzione d’onore va all’anonimo indinniato che propone la segregazione razziale come strumento di ausilio per la terza età, proponendo di obbligare per legge coloro di etnia chiaramente non ariana a cedere il loro posto agli anziani, purché di comprovata razza bianca.

Complimenti per il tempismo: profondo come un rutto con bestemmia in faccia al Papa durante l’Angelus.

Seguiteci quindi, in un mondo di deliri religiosi, complottismo, odi razziali mai sopiti, il tutto vergato in un linguaggio tale che, se mai i moderni segregazionisti dovessero ottenere un test di cittadinanza basato sulla conoscenza della lingua, gli toccherebbe emigrare in un santuario animale sperando che le fiere locali non contestino loro i loro ripetuti crimini verso la lingua italiana

Prima di tutto era una cittadina americana e come tale aveva gli stessi diritti di tutti gli americani indipendentemente dal colore della pelle. Secondo, non è entrata in un paese furtivamente , clandestinamente e soprattutto lavorava onestamente . Terzo ,era una donna onesta, non spacciava , non rubava, non era una delinquente, pagava le tasse e era rispettosa della legge del suo Paese. Il biglietto dell’autobus l’aveva pagato quindi aveva gli stessi diritti di quel ” bianco ” che la obbligava a cederle il posto. Qui in Italia è diventato il Paese di Bengodi dove tutti coloro che entrano clandestinamente pretendono solo DIRITTI , ma DOVERI, come quello di entrare in un Paese che non è il loro e il rispetto della nostra cultura e delle nostre leggi, quello NO.

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