Ed io voglio il diritto di discriminare!!!

L’analfabeta funzionale è una bizzarra creatura. Abbiamo già appurato in passato la tendenza dell’utente medio a fermarsi al solo titolo, quando non direttamente alla foto di copertina, traendo conclusioni del tutto sballate.

Quando poi le conclusioni che trae riguardano posizioni morali o idee personali, siamo di fronte alla situazione descritta da Nietzsche in cui qualcuno guarda troppo nell’Abisso, l’Abisso guarda dentro di lui e, sconfortato, si allontana urlando “No Maria, io esco”

Ad esempio, può capitare che un comune decida di vietare spazi a manifestazioni chiaramente discriminatorie ed omofobe, o meglio, impegnarsi al rispetto di elementari norme che già sono presenti nel nostro ordinamento

Può però capitare che gli Indinniati, sentendosi istintivamente privati del diritto di appestare la Rete col 90% delle loro creazioni traggano offesa da questo semplice principio democratico, elevando lamentele a metà tra il benaltrismo peloso, il livore aperto ed il bisogno spasmodico di introdurre anche a commento di questa banale, normale notizia i loro cavalli di battaglia preferiti, invocando amore, rispetto, comprensione e stima per razzisti, misogini e discriminatori vari, proponendo di risolvere il problema della discrminazione discriminando o peggio, decidere tutti assieme che sanzionare chi discrimina discrimina il discriminatore perché, poverino, ci rimane male.

Il tutto, insomma, credendo di vivere in un cartone animato giapponese per circolare con l’apposito permesso per violare la legge

Quindi le vietiamo ai fascisti rossi?
Quei bastardi antidemocratici, che ci impediscono di votare da cinque anni, per rubare i soldi agli italiani con tasse da usura e facendo fallire le banche, dopo aver regalato soldi ai “compagni” di merenda?

 

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