Analfabetismo funzionale e fascismo: Umberto Eco ci aveva avvertiti

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Sono tante le cose che Umberto Eco, nella sua immensa cultura e capacità di andare oltre, aveva previsto. Il fondatore del DAMS e della storica facoltà di Scienze della comunicazione di Bologna ci ha visto lungo: già negli anni Ottanta aveva previsto il diffondersi dell’analfabetismo funzionale contestualmente all’ascesa del populismo. Il prestigio di Umberto Eco è e rimane indiscusso così come una delle sue tante massime, quella relativa ai mass media e alle università che, oggi, permette di dire che ciò che accade lui lo aveva previsto:

di qualsiasi cosa i mass media si stanno occupando oggi, l’università se ne è occupata venti anni fa e quello di cui si occupa oggi l’università sarà riportato dai mass media tra vent’anni

Social e analfabetismo funzionale: il legame che Eco aveva già individuato

Come sottolinea Artspecialday Umberto Eco aveva già capito la direzione verso la quale la società stava andando, la diffusione dell’analfabetismo funzionale e il dilagare del populismo, molto prima che questo accadesse e che il fenomeno arrivasse all’attenzione dei mezzi di informazione. Il grande autore e accademico aveva già connotato gli AF nel suo tempo:

Si può essere colti sia avendo letto dieci libri che dieci volte lo stesso libro. Dovrebbero preoccuparsi solo coloro che di libri non ne leggono mai. Ma proprio per questa ragione essi sono gli unici che non avranno mai preoccupazioni di questo genere.

Quelli che dovevano preoccuparsi all’epoca – e che oggi devono continuare a farlo – sono coloro che non leggono. Gli AF di oggi hanno in più rispetto a quelli di ieri i social network a loro disposizione. Quelle che allora Eco chiamava “legioni di imbecilli” sono le stesse che oggi commentano sui social network dimostrando la totale incapacità, nonostante sappiano leggere e scrivere, di formulare pensieri sensati. Il ruolo dei social in tutto questo è quello di mezzo tramite cui le persone parlano senza doversi preoccupare delle conseguenze o assumersi le responsabilità di ciò che viene detto. Prima dell’avvento sei social era necessario acquisire il diritto di diffondere le proprie parole, che fosse per iscritto o oralmente. Oggi questo diritto lo hanno tutti e non tutti lo esercitano come dovrebbe essere fatto. Così accade che falsità, ragionamenti privi di fondamenta e strumentalizzazioni politiche vengano diffuse dalla massa come se fossero reali, sensate, avvalorate dai dati.

Umberto Eco e l’ascesa del populismo

Non solo la diffusione dell’analfabetismo ma anche l’ascesa del populismo nelle previsioni di Eco. Esperto della cultura di massa e dei mass media, Eco è stato autore di un libro uscito nel 1997 dal titolo Cinque scritti morali che nel 2018 è stato edito nuovamente dalla Nave di Teseo con il titolo Il fascismo eterno. Nel libro si parla di una correlazione tra dittatura e cultura di massa. Le caratteristiche tipiche di questo stato: “il culto dell’azione per l’azione, il disaccordo come tradimento, la paura delle differenze, l’appello alle classi medie frustrate, il populismo qualitativo“. Suona familiare, vero? Non a caso, appunto, questo libro è stato riproposto in tempi recenti in Francia (nel corso delle scorse elezioni) e adesso in Italia.

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