di Deejay

Quelli che non hanno capito nulla dell’esperimento in discoteca ad Amsterdam

Diciamolo subito: AD AMSTERDAM NON HANNO RIAPERTO LE DISCOTECHE!

Repubblica ha pubblicato un articolo (qui il link) che parla di un particolare esperimento tenutosi in una discoteca (al chiuso) nei Paesi Bassi. Se è vero che l’articolo è a pagamento, e che quindi non tutti lo hanno letto prima di commentare (il fatto che sia a pagamento non è comunque un’attenuante: perché devi esprimerti su una cosa che non hai letto?), è anche vero che Repubblica ha accompagnato la pubblicazione dello stesso con un testo dal quale si sarebbe potuto comunque capire molto di tale esperimento.

1.300 persone per quattro ore in una delle più grandi discoteche d’Europa, lo Ziggo Dome di Amsterdam, per studiare come il virus si trasmette nei luoghi affollati. I fortunati ammessi nell’enorme discoteca al coperto (si erano prenotate 100mila persone) sono stati testati all’ingresso, monitorati con sensori di movimento, hanno bevuto bibite fluorescenti per svelare la trasmissione delle goccioline e sono stati divisi in sei gruppi isolati l’uno dall’altro, ognuno con regole di comportamento diverse. Gli organizzatori: “Vogliamo capire come riaprire in sicurezza”

Ci sembra che questo testo sia già abbastanza chiaro, anche senza leggere l’articolo. Si è trattato di un esperimento, svoltosi in totale sicurezza, il cui scopo era quello di studiare “dal vivo” come il virus si diffonde negli ambienti chiusi e affollati. E dal momento in cui appare chiaro che col virus dovremo conviverci molto più a lungo di quanto inizialmente avevamo tutti fin troppo ottimisticamente ipotizzato, è normale che si cerchi di trovare soluzioni per poterci convivere in sicurezza anche senza rinunciare del tutto alla socialità della vita pre-covid che non sapevamo apprezzare e che adesso rimpiangiamo, oltre a tentare di fare il possibile per arginare le gravissime ricadute occupazionali che la pandemia ha causato. Ben vengano, dunque, esperimenti di questo tipo: moltissimi commenti al post di Repubblica, infatti, hanno accolto con favore questa iniziativa, e alcuni hanno sottolineato come il nostro Paese sia molto indietro e poco sensibile sul tema, forse a causa di un certo “bigottismo” di fondo. In molti, però, hanno commentato il post con indignazione, forse solo alla vista di un assembramento di ragazzi che si divertono, abbinato alla parola “discoteche”:

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