di Deejay

De Luca su Halloween: una battuta inopportuna

Il governatore della Campania Vincenzo de Luca è diventato famoso a livello nazionale per la sua assoluta intransigenza nei confronti dei comportamenti poco attenti alla diffusione del Coronavirus, con le sue frequenti dure dichiarazioni che gli hanno fatto conquistare la nomea di “Sceriffo”. Ancor prima del Covid, comunque, era già noto per i suoi lunghi monologhi senza contraddittorio conditi di ironia e sarcasmo, che hanno strappato molti sorrisi e fatto arrabbiare i destinatari delle sue frecciatine: avversari politici ma spesso anche dei soggetti appartenenti alla sua parte politica.

Il sarcasmo, tuttavia, è un’arma che può portare a cadute di stile e a dichiarazioni inopportune: ci riferiamo alla recente uscita del governatore sulla festa di Halloween, che ha così definito:

“Un’immensa stupida americanata e monumento all’imbecillità”

Una battuta che ci è parsa quantomeno inopportuna, almeno dal nostro punto di vista, e vi spieghiamo il perché.

Anzitutto è una festa di origine celtica. Che poi sia stata trasformata in un business dagli americani, è un’altra cosa. Fin qui, il termine “americanata” ci può anche stare, ma non è questo il punto.

Halloween, così come tanti eventi “non essenziali”, è un business che crea lavoro. Tanto lavoro. Un evento atteso con ansia da tanti locali, che si sono già rassegnati, almeno per quest’anno, a doverne fare a meno, così come da febbraio 2020 a oggi hanno dovuto fare a meno di altri appuntamenti importanti e già sanno che non potranno contare nei prossimi, come Natale, Capodanno e, probabilmente, carnevale. Un business che dà lavoro a operai che producono prodotti in tema con l’evento e che col loro lavoro devono sfamare i propri figli. Ma anche truccatori, truccatrici, animatori, camerieri, eccetera. Liquidare la festa con parole così ingenerose è uno schiaffo ai lavoratori. Uno schiaffo che fa ancora più male se proviene da un esponente di sinistra che i lavoratori, invece, dovrebbe tutelarli.

Abbiamo già denunciato più volte il disagio delle categorie lavorative più martoriate da questa emergenza, e abbiamo più volte stigmatizzato la mancanza di empatia nei loro confronti, sia da parte di chi governa, sia da parte della società intera. Anziché sostenerli, si tende a farli sentire inutili e indegni, con il risultato di darli in pasto a un fronte negazionista che sa bene come sfruttare il loro disagio economico e morale. Un atteggiamento generale che può e che deve profondamente cambiare.

i