di Deejay

Da “Io resto a casa” a “il Covid non esiste” il passo è stato breve – Approfondimenti

Su una cosa sarete tutti d’accordo: l’evoluzione di questa pandemia ci ha abituati a repentini cambiamenti, in primis del nostro stile di vita, ma anche della percezione dell’opinione pubblica verso la gravità della pandemia stessa. Cambiamenti talmente repentini che da febbraio 2020 sembra sia già passata un’era geologica, benché siano trascorsi solo pochi mesi.

Quando venne deciso e imposto il lockdown, il virus stava uccidendo di giorno in giorno migliaia di persone e la stragrande maggioranza della popolazione prese la cosa molto sul serio. Talmente sul serio che si vennero a creare delle situazioni estreme, talvolta fastidiose, che vedevano protagoniste alcune persone che ci tenevano a far notare al mondo intero come loro restassero a casa come tutti, ma facendolo meglio degli altri. Vi ricorderete i famosi “sceriffi da balcone”, ma vi ricorderete anche situazioni discutibili, come i runner rincorsi dagli elicotteri in diretta TV e dei troppi “casi isolati” di cittadini multati per motivi al limite dell’assurdo.

Una cosa però era certa: a parte uno sparuto manipolo di complottisti sfegatati, eravamo tutti consapevoli della presenza del virus e della sua pericolosità. Da quando la situazione è migliorata e si è iniziato a tornare gradualmente a una condizione di pseudo normalità, però, qualcosa sembra essere decisamente cambiato.

Sempre più persone, infatti, hanno iniziato a minimizzare la gravità della pandemia, spesso tornando a sostenere le posizioni iniziali, quando in molti affermavano che SARS-CoV-2 fosse “poco più di un raffreddore”, dimenticando gli oltre trentamila decessi avvenuti in un lasso di tempo così breve, come se nulla fosse accaduto.

C’è che si è spinto anche oltre, fino ad abbracciare tesi complottiste estreme e ad affermare che il virus proprio non sia mai esistito o che la pandemia sia stata e sia tutt’ora una macchinazione dei “poteri forti” per controllare al meglio l’umanità intera.

Update del 5/7/20: un esempio di commento negazionista, ed è relativo al caso di quell’imprenditore veneto tornato positivo dalla Serbia, che ha rifiutato il ricovero nonostante l’accertata positività.

A parere di chi scrive, il vero problema è che quest’ultima visione è accarezzata più o meno esplicitamente anche da alcuni esponenti politici di rilievo, che probabilmente hanno capito che il popolo No-Vax, No-5G, no Bill Gates (e chi più ne ha più ne metta) è una fetta di elettorato consistente e che quindi può far molto comodo. Quando un esponente politico di spicco viola sistematicamente le norme di distanziamento o invita a non scaricare l’app di tracciamento, a nostro avviso, non sta dando affatto un buon esempio. Anzi, è un modo per avallare implicitamente le posizioni dei negazionisti. Che stanno dilagando in modo preoccupante e che non vanno più né derisi né tanto meno sottovalutati, a giudicare dal numero enorme di adepti presenti in piazza a Firenze sabato 20 giugno 2020, dove hanno dato vita a un maxi assembramento in barba a tutte le norme anti Covid, al grido di no ai vaccini, alle mascherine, al 5G e quant’altro.

Ci sono poi altri attori che, più o meno volontariamente, stanno contribuendo ad alimentare le convinzioni dei covid-negazionisti. Per esempio, i titoloni allarmistici di molti giornali, potrebbero creare molti danni. Del resto, se di fronte a un titolo allarmistico mi ritrovo un contenuto molto diverso rispetto al titolo, la cosa potrebbe indurmi a pensare che “c’è qualcosa dietro”. A volte sembra che alcuni giornali scrivano apposta dei titoli funzionali all’interazione con gli analfabeti funzionali, in modo di generare traffico, visibilità, e quindi click. Anche le continue discussioni tra virologi e scienziati vari, talvolta sfociate in veri e propri litigi pubblici, di certo non aiutano, anzi, si possono rivelare dei formidabili assist verso i propugnatori di teorie antiscientifiche (“hai visto, neanche i professoroni sanno dare delle risposte!!!!11”).

Dal restacasismo si è dunque repentinamente migrati verso un generalizzato lassismo che tende a strizzare l’occhio al negazionismo? La nostra impressione è questa, e fa ancora più pensare che molti negazionisti di oggi erano tra i più agguerriti restacasisti di allora, solo un paio di mesi fa. Un esempio tra tutti, tra i personaggi conosciuti: Giuseppe Cruciani, conduttore della trasmissione radiofonica “La Zanzara” su Radio24. Durante il lockdown invocava la tolleranza zero per chiunque osasse uscire di casa, finendo per appoggiare in pieno i recenti assembramenti che si sono formati durante i festeggiamenti e i caroselli per la vittoria della Coppa Italia del Napoli.

Tra i due estremi, esiste ancora spazio per un approccio al problema che sia lucido, razionale e consapevole, prudente ma non catastrofista?

Diteci la vostra.

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