di Deejay

Cos’è il “Cherry Picking”, lo strumento più usato dai complottisti

Chissà quante volte vi sarà capitato di discutere con un complottista: ogni volta che avete cercato di usare la logica per esporre le vostre motivazioni, vi siete puntualmente scontrati con un pacchetto di risposte preconfezionate utilizzate come prova inconfutabile delle sue affermazioni. Il dialogo, di fatto, risulta sempre frustrante e totalmente inutile. Questo perché i complottisti sono soliti andare alla ricerca degli elementi che possano dar loro ragione: non raccolgono elementi per arrivare a una conclusione, ma partono da una loro convinzione e da quella vanno alla ricerca esclusivamente di elementi che la possano confermare.

Il “Cherry Picking”, che letteralmente significa “Raccogliere ciliegie”, consiste nel selezionare con cura solo le informazioni a sostegno delle proprie tesi, evitando con cura tutti gli elementi che potrebbero confutarle. Non ci addentreremo troppo nella descrizione scientifica del fenomeno, anche perché non ne abbiamo le competenze: per un approfondimento vi rimandiamo a questo link. In questo nostro articolo, piuttosto, cercheremo di illustrarvi alcuni esempi di cherry picking, coi quali avrete sicuramente avuto a che fare almeno una volta nella vita.

Diciamolo chiaramente: il cherry picking non riguarda solo i complottisti, ma è un errore in cui tutti possiamo incappare anche involontariamente. Non ho mai capito se i complottisti lo facciano volontariamente o meno: a mio modesto avviso, i boccaloni lo fanno davvero involontariamente, mentre ho l’impressione che i divulgatori seriali di fake news siano i primi a non credere a ciò che pubblicano e che facciano quindi uso del cherry picking in modo assolutamente consapevole.

Gli antivaccinisti sono indubbiamente tra coloro che più ricorrono al cherry picking: se si trovano di fronte a una fake news contro i vaccini e a uno studio scientifico che ne certifica la non pericolosità, essi tenderanno a scartare a priori quest’ultimo, concentrandosi su quanto dichiarato dalla fake news.

Per restare a tema con l’attualità, prendiamo ad esempio alcune tipiche affermazioni sul Covid, ma non solo:

“Il 95% dei positivi è asintomatico”

Qui si sceglie di scartare deliberatamente il rimanente 5%, come se fosse una cosa da poco rispetto al 95%. Si sceglie dunque di ignorare totalmente cosa potrà accadere a quel 5% di positivi.

“Questo anziano è morto cadendo dalle scale e classificato come decesso per Covid, conosco personalmente sua nipote. Ci stanno mentendo sui numeri”

Si utilizza una notizia probabilmente vera per cercare di dimostrare che i numeri ufficiali sono fasulli, omettendo di fare una semplice considerazione: è possibile che un milione di persone nel mondo siano morte cadendo dalle scale? Di errori, nel triste e cinico conteggio dei decessi, sicuramente ce ne sono stati e ce ne saranno ancora, ma quanto incidono in percentuale sul totale?

“Mio nonno ha campato cent’anni, eppure fumava due pacchetti al giorno”

Si decide di ignorare ogni statistica sulla mortalità a causa del tabagismo, basandosi su una singola esperienza personale, che però non fa statistica. Questa è una scusa “storica” utilizzata dai fumatori per lavarsi la coscienza.

“Il dottor Pinco Pallino ha detto che i vaccini fanno male. Oh, lo ha detto un medico, quindi è vero!”

La stragrande maggioranza del resto dei medici afferma il contrario, ma preferiscono ignorare la cosa. Anzi, normalmente dicono di non fidarsi dei medici, tranne quando un medico dice qualcosa che fa a loro comodo. In quel caso fanno leva sul fatto che sia un medico.

Cosa fare di fronte a un complottista che fa cherry picking?

C’è poco da fare: ogni tentativo di confronto fallirà miseramente, per cui cambiate discorso o fingetevi morti.

 

 

 

i