di Deejay

Cari leoni da tastiera, i lavoratori dello spettacolo non sono solo gli attori pieni di soldi

Il mondo dello spettacolo è molto vario, ampio e complesso, ed è stato il primo a essere oggetto di restrizioni.

In Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, per esempio, le restrizioni sono in vigore dal 24 febbraio. Da più di in mese ci sono migliaia di famiglie che non percepiscono un solo centesimo!

Sono chiusi cinema, teatri, discoteche. Annullati concerti e spettacoli di qualsiasi genere.

Quando si parla di spettacolo, qualcuno tende a pensare che a soffrire siano solo ricchissimi artisti. Prendiamo spunto dai commenti al post di un articolo che riprende una dichiarazione di Alessandro Gassmann, preoccupato per tutto il settore che sta soffrendo enormemente.

“Tecnici, attrezzisti, sarti, macchinisti… a loro va il mio pensiero. Sarà difficile e dura la ripresa per tutti, ma sono sicuro che riprenderemo il cammino che abbiamo interrotto”

Oh, possiamo capire che gli analfabeti funzionali siano soliti commentare senza nemmeno leggere agli articoli, ma in questo post c’era una frase facile facile in primo piano. Si parlava non di attori ma di Tecnici, sarti, eccetera.

I soliti leoni da tastiera si lanciano in commenti honestissimi e benaltristi, del tipo: “siete pieni di soldi, sono ben altri quelli che stanno soffrendo”. Dimenticando quante categorie di lavoratori e quanti padri e madri di famiglia sono a piedi. Per non parlare del fatto che il mondo dello spettacolo è strettamente legato al turismo, uno dei settori trainanti del nostro Paese.

Non solo: tutti i lavoratori che, a qualsiasi titolo, abbiano a che fare con assembramenti, sono stati i primi a restare senza lavoro e saranno gli ultimi a ritornarci, chissà quando!

Cari commentatori, prima di premere invio su quella tastiera, accendete il cervello, please.

Anche perché “nulla è più necessario del superfluo” (cit.)!

Ma ora, spazio a commenti!

 

 

Il post originale:

«Tecnici, attrezzisti, sarti, macchinisti… a loro va il mio pensiero. Sarà difficile e dura la ripresa per tutti, ma…

Gepostet von Rai Radio2 am Montag, 30. März 2020

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