di Deejay

Brunetta invoca la fine dello smart working per i dipendenti pubblici, ma è un’intervista vecchia

Con la nascita del nuovo Governo guidato da Mario Draghi, Renato Brunetta è ritornato a essere protagonista attivo nello scenario politico, grazie alla sua recente nomina a Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione. Negli ultimi giorni è circolata una sua intervista che ha sollevato un polverone, durante la quale Brunetta ha affermato che i dipendenti pubblici dovrebbero rinunciare allo smart working e ritornare a lavorare in ufficio. L’affermazione è vera, ma si riferisce a un’intervista rilasciata a TgCom24 il 22 giugno 2020. Il Covid ci ha abituati a repentini cambi di scenario e sappiamo che un’affermazione rilasciata oggi, domani potrebbe non essere più valida, e potrà essere decontestualizzata e strumentalizzata. Lo stesso Renato Brunetta ha replicato a mezzo social con questo post:

“Leggo sul sito del Corriere della Sera di una mia intervista pubblicata in data odierna, a Claudia Voltattorni dal titolo “Basta smart working, i dipendenti pubblici tornino in ufficio”.
Il contenuto pubblicato nella sedicente intervista si riferisce ad un mio intervento a Tgcom24 in data 22 giugno dello scorso anno, periodo nel quale sembrava che la pandemia fosse in via di superamento, con il ritorno auspicato alla normalità.
Quindi, io non ho rilasciato alcuna intervista, a nessuno, come doveroso riserbo, in attesa del discorso programmatico del presidente del Consiglio Mario #Draghi alle Camere del prossimo mercoledì al Senato e giovedì alla Camera, con conseguente dibattito parlamentare e voto di fiducia. Sono sconcertato e dispiaciuto. Dal momento del giuramento, io non ho rilasciato alcuna intervista, né scritto alcun articolo. Nulla.”

Al Corriere della Sera va dato atto di aver riconosciuto l’errore e, oltre a eliminare l’articolo, ha pubblicato un nuovo articolo col quale la redazione si è scusata col Ministro per l’errore. Lo stesso Brunetta ha preso atto delle scuse e ha pubblicato questo post:

Prendo atto della smentita del Corriere della Sera, nella quale il quotidiano milanese ammette che ‘per un disguido e un nostro errore di cui ci scusiamo con il ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta e con i lettori, è andato online un articolo su una vecchia intervista dell’allora deputato Brunetta che riguardava un contesto completamente diverso in cui si pensava di poter tornare alla normalità’.
Ma a questo punto mi chiedo: chi ha interesse ad avvelenare i pozzi? Chi vuole mettere già i bastoni tra le ruote a questo governo? Chi ha interesse a giocare con gli equivoci? Quello del ‘Corriere’ sarà un errore… ma io queste domande me le sto ponendo.
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