Georgia, commenti misogini e odio etnico per la modella armena che sfila per Gucci

Armine Harutyunyan

La Gerogia opprime le minoranze nazionali in maniera sistematica: i migranti dal Medio Oriente, i musulmani, la comunità LGBTQ+, le donne e gli stranieri. A questo proposito l’ultimo attacco ha visto protagonista Armine Harutyunyan , modella armena che ha sfilato per Gucci lo scorso 22 settembre a Parigi. Cosa fanno i media georgiani? Alimentano l’espressione di violenza verbale nei confronti delle minoranze. In una società democratica il ruolo dei media e di chi in essi lavora sarebbe quello di sostenere una società democratica e che mette ogni individuo sullo stesso livello. Quanto accaduto alla modella in virtù del suo aspetto fisico e del suo essere donna armena mostra come si vada nella direzione opposta.

Quando i media non fanno il loro lavoro

Come riporta il sito Osservatorio balcani e caqucaso transeuropa in seguito alla sfilata in Gerogia sono stati pubblicati una serie di articoli imprecisi e dal chiaro intento sensazionalistico che parlavano della questione. L’inaccuratezza dei pezzi è ben visibile sia per quanto riguarda la forma (con articoli in cui il cognome della giovane modella 23enne è stato inizialmente scritto male) che nei contenuti; le informazioni date erano infatti esagerate (additando la modella, che ha semplicemente partecipato a una sfilata, come nuovo volto di Gucci), frammentarie e decontestualizzate. C’è anche chi ha scelto di porre l’attenzione sull’amirazione che il popolo armeno ha espresso per la giovane donna. Nell’articolo di Fortuna si può leggerere la frase: “Gli armeni scrivono online che Armine è straordinariamente naturale e originale nella sua bellezza”. Il risultato di questo lavoro approssimativo, istigatorio e acchiappaclick da parte dei media nazionali? Le persone sui social media si sono contentate sull’aspetto fisico di Armine Harutyunyan.

Armine Harutyunyan vittima di commenti che alimentano odio e misoginia

“Ma è una donna?”, “Ma come si può avere una relazione con lei?”, “Gli armeni ora hanno qualcuno o qualcosa di cui essere orgogliosi”. Ecco, questi sono solo alcuni dei commenti che si possono trovare agli articoli dei media georgiani sulla questione. Nella stragrande maggioranza si attacca l’aspetto fisico di Armine, troppo lontana dai canoni sessisti della bellezza femminile oggettiva. Come se esistesse. Non può essere definita né bella né femminile, questa giovane donna, a tal punto che nessuno potrebbe mai avere una relazione con lei. Del resto sfilare per Gucci è qualcosa che questa 23enne ha sicuramente fatto per diventare oggetto del giudizio della società, che valuta il suo appeal sessuale. Dai commenti emerge anche la marcata tendenza all’armenofobia che, nella società georgiana, è parte del quotidiano. Uno dei commenti che combina sessismo e odio etnico è “Perché (la ragazza) mette in ombra la settimana della moda milanese e non l’Ararat”. Di questa sfilata di Gucci, in particolare, sarebbe stato opportuno porre l’accento sul fatto che le modelle indossassero abiti ispirati alle malattie mentali come atto di mercificazione di un grave problema sociale.

Anche un ex ministro e giornalista georgiano si è scagliato contro la modella

Quanto questo tipo di linguaggio e l’atteggiamento di odio nei confronti delle minoranze sia insito nella società georgiana risulta evidente anche nelle parole di Nika Gvaramia, ex ministro e giornalista televisivo direttore del canale Mtavari Arkhi. Ergendosi a difensore della libertà di parola l’uomo ha pubblicato un post affermando:

Santo cielo, questa modella armena è sicuramente brutta. Nessuno è entrato nello spazio personale della modella andando a casa sua a Tsakhnadzor e scattando fotografie.

Oltre a questo l’uomo ha anche posto l’accento sul fatto che condividere questa opinione, anche se non richiesta, non possa essere considerato bullismo; definirlo tale sarebbe assumere un atteggiamento politically correct ormai “andato a male”. In sostanza? Lei ha deciso di esporsi alla critica diventando un personaggio pubblico. Suona familiare, questo ragionamento. Lo stesso che spinge tanti analfabeti funzionali a manifestare odio nei confronti di quella o quel vip come se fosse normale, lecito. Sono loro che se la sono cercata esponendosi, no? L’assoluta gravità di questo atteggiamento che fomenta l’odio delle minoranza e dei singoli legato all’aspetto fisico è già evidente quando a farlo sono gli hater; se una figura appartenente alla politica e ai media di un paese definisce “libertà di opinione” riversare odio e frustrazione sui social media è evidente che in Georgia la situazione è davvero grave. Lì come in altri paesi.

i