Apre in Italia la prima boutique di moda musulmana, la perfetta base logistica per i terroristi

Il Corriere di Bologna pubblica sulla propria pagina Facebook la seguente notizia: “A giorni aprirà in via del Borgo di San Pietro «Hijab Paradise» da un’idea di una giovane musulmana che ha scelto la città delle Due Torri per realizzare il suo sogno. Porta il nome del capo maggiormente indossato dalle donne musulmane, lo hijab, il tipico velo che lascia il volto scoperto alle signore di fede islamica (…) e sarà il primo negozio in città concepito ad hoc per vestire in ogni occasione ragazze e signore con il velo.

Notizia interessante, al pari dell’apertura di un qualsiasi negozio di moda straniera ancora inedito in Italia. L’articolo precisa che presso il negozio non sarà possibile acquistare il niqab o il burka, che nascondono in varia misura il volto. La proprietaria del negozio, Keltoum Kamal Idrissi, ha spiegato che non si sposano in nessun modo con la loro filosofia. Loro si sentono cittadine italiane a tutti gli effetti, anche se non hanno ancora ottenuto la cittadinanza.

Ovviamente, gli Analfabeti Funzionali non hanno letto interamente l’articolo, perciò l’apertura della boutique si traduce, nella loro immaginazione, nell’impianto di una struttura logistica per i terroristi dove, nel tempo libero, tra una esercitazione militare e un ramadan, si impone la cultura e la moda musulmana agli italiani:

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