Amnesty monitora eventuali abusi delle forze dell’ordine, per gli Indignati aiutano gli immigrati a delinquere

La pagina Facebook ufficiale di Ansa.it condivide un articolo intitolato: “Amnesty, monitoriamo le piazze contro abusi delle forze dell’ordine“. Aprendo l’articolo, si legge: “Girano con discrezione fra i manifestanti, sollecitando magari qualche curiosità; guardano senza mai intervenire in modo attivo e diretto, ben identificabili da pettorine e cappellini, attenti solo a documentare eventuali violazioni degli standard internazionali sull’uso della forza da parte delle forze dell’ordine. Questi ‘agenti dei diritti umani’ sono i volontari di Amnesty International Italia, una ventina in tutto appositamente formati. Sono Osservatori, così come avviene già in altri paesi, operativi da qualche mese anche in Italia ed impegnati, nell’ambito di un progetto pilota, finora in tre manifestazioni dove tutto si è svolto regolarmente.”

Lo scopo di questo servizio è chiaramente spiegato nelle ultime righe dell’articolo: “ha l’obiettivo di favorire l’incolumità dei manifestanti e tutelare la reputazione degli operatori delle forze di polizia che svolgono correttamente il loro lavoro. La loro presenza viene inoltre comunicata in anticipo alla Questura di Roma e fatta notare ai responsabili delle forze di polizia, in loco“.

Dunque, un modo per salvare capra e cavoli, come si suol dire. Nessuno farà male ai manifestanti e nessuno potrà parlare di abusi se non ci sono stati. La reputazione della polizia resterà così intatta.

Ovviamente, gli Analfabeti Funzionali e gli Indignati non leggono l’articolo e per loro il lavoro di Amnesty si trasforma nell’ennesimo favoreggiamento a delinquere da parte degli immigrati:

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