Il sindaco propone stanze diverse per vaccinare bambini italiani e migranti, gli Indignati condividono il gesto

Sulla pagina Facebook ufficiale de Il Secolo XIX viene condivisa la seguente notizia: “Il sindaco di Domodossola: «Vaccinare bimbi e migranti in stanze diverse»“. Aprendo l’articolo, leggiamo: “I migranti «sono spesso portatori di malattie di contagio» e «non hanno alle spalle anamnesi che possano escludere situazioni di pericolo per la collettività». Lo sostiene il sindaco di Domodossola Lucio Pizzi, noto per le sue proposte choc in materia di immigrazione, che ha scritto al nuovo direttore generale dell’Asl locale per protestare contro «l’uso promiscuo degli ambulatori per la somministrazione dei vaccini». E per chiedere stanze separate, così da tenere i bambini lontani dai profughi. Una posizione «assurda» per la Regione Piemonte, che accusa il primo cittadino di voler «ricreare in Italia situazioni da apartheid»

Dunque, divergenze di pensiero tra il sindaco Pizzi e la Regione Piemonte. Come sempre diciamo anche in altri articoli, non ci piace entrare nel merito di questioni spinose. Nostro obiettivo è analizzare le reazioni spropositate degli utenti che leggono e condividono l’articolo, spesso senza neanche aprire il link. Indubbiamente, la proposta del primo cittadino di Domodossola è piuttosto forte e dalle risonanze oscure di una flebile apartheid. Il problema, però, è proprio nella reazione di molti utenti che, come drogati dall’informazione, partoriscono pensieri decisamente più inquietanti delle parole di Lucio Pizzi:

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