Renato Zero esorta gli utenti alla rivoluzione, ma si tratta di una vecchia intervista fraintesa dai soliti Indignati


Ogni tanto spunta un nuovo eroe per gli Indignati. In passato lo è stato spesso, a sua insaputa, Enrico Brignano. Il meccanismo era semplice. Prendere una sua foto, inventare una frase ad minchiam ed incollarla sopra. Risultato? Migliaia di like e condivisioni ed indignazione facile.

Passato di moda Brignano, ecco arrivare Renato Zero. Il povero sorcino cade vittima dell’Analfabetismo Funzionale a causa di una sua intervista riportata, tra i vari, anche dal Fatto Quotidiano. L’articolo risale al 2016, in occasione dell’uscita del suo ultimo album, “Alt!”. Nell’intervista, Renato Zero diceva: “Per fare una rivoluzione bastano pochi ingredienti. Una sveglia, una matita, anzi una penna così quel che scrivi non si cancella, un megafono. E poi l’androne di oggi: la piazza.”

Dunque, il popolare cantante invitava il pubblico a fare una sorta di rivoluzione responsabile, andando in piazza ad esprimere il proprio disappunto e, dunque, a partecipare maggiormente alla vita e alle decisioni del paese. Niente mitra, niente bombe, niente guerriglia. Zero esprime la rivoluzione attraverso le sue canzoni. Una rivoluzione culturale.


Il post pubblicato su Facebook a distanza di due anni da queste dichiarazioni pesca parole a caso, le mette insieme e trasforma Renato Zero in una specie di Masaniello 2.0, un sobillatore amante della violenza. Ed i risultati non tardano ad arrivare nei commenti:

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