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Più studentesse che studenti all’Erasmus. E comincia il maschilismo degli Analfabeti Funzionali

La pagina Facebook ufficiale di Ansa.it condivide il seguente articolo: “L’Erasmus è rosa, le ragazze partono di più“. Aprendo l’articolo, leggiamo: “Boom di partecipazione all’Erasmus. In base ai dati forniti dell’Indire, nel 2017, in Italia si sono registrati 60.000 scambi Erasmus tra arrivi e partenze: 36.000 gli studenti partiti dalle nostre università e oltre 25.000 (+10%) i giovani europei che hanno scelto il nostro Paese per un’esperienza Erasmus, motivati dall’aspetto linguistico, culturale e soprattutto dall’offerta formativa dei nostri atenei. (…) Lo studente Erasmus tipo ha un’età media di 23 anni, che diventa 25 per un tirocinante. Nel 59% dei casi è una studentessa, valore che sale al 63% quando si tratta di uno stage in azienda. Spagna, Francia, Germania, Regno Unito e Portogallo sono i Paesi con i quali si effettuano più scambi per studio, con una permanenza media di 6 mesi; gli studenti che svolgono tirocini in media restano 3 mesi e mezzo.”

Dunque, nient’altro che una semplice statistica. Più donne che uomini partecipano all’Erasmus. Certo, non una notizia da Premio Pulitzer, ma comunque interessante per gli amanti delle curiosità. Non si capisce perché, ma questo dato infastidisce molti Analfabeti Funzionali che, inaciditi, danno sfoggio del loro maschilismo becero, adducendo spiegazioni di ogni genere per questa statistica. Inutile dire che si tratta di grossolani pretesti per dar sfogo a risibili luoghi comuni:

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