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Odiatori da tastiera all’attacco: festeggiano la morte di un 18enne avvenuta durante l’incendio alla tendopoli di Gioia Tauro

Chiamare col proprio nome le cose e le persone è l’ABC della comunicazione, e in questo caso possiamo parlare di “odiatori”, ma il termine più appropriato è feccia.

La feccia del web, infatti, ha stappato bottiglie d’odio alla notizia della morte di un migrante di appena 18 anni durante un rogo divampato nella tendopoli di San Ferdinando, a Gioia Tauro. I suoi amici – lo riporta Ansa – dicono che in realtà era minorenne, ma gli haters non ne fanno una questione d’età. Stiamo parlando di Souaro Jaiteh. Il ragazzo dormiva nella tendopoli assieme ad altri extracomunitari, quando un incendio ha distrutto due baracche e ha letteralmente carbonizzato Souaro. Gli investigatori hanno appurato che il ragazzo era stato ospite dello SPRAR di Gioiosa fino a pochi giorni prima, ma vi si era allontanato di sua spontanea volontà.

Il risultato? Giudicate voi stessi dai commenti a questo post, e per fortuna i moderatori hanno già provveduto a eliminarne qualcuno:

Abbiamo campioni dispiaciuti dal fatto che solo uno sia morto durante il rogo:

Abbiamo, ovviamente, il solito attacco contro i “buonisti” che anziché fare del moralismo dovrebbero farsi carico delle loro vite:

Abbiamo, con puntualità, il benaltrista che parla di un clochard italiano morto durante la notte ma “che non fa notizia”, anche se nemmeno il commentatore riporta le fonti:

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Abbiamo, infine, quel genere di feccia che dice che quando muore un migrante è sempre un bene:

Seguiranno altri commenti di questo tipo, perché quando la feccia ha un megafono – l’Internet – allora le sue deiezioni si espandono e infettano il mondo con i miasmi del suo linguaggio. Inutile dire e ribadire che questa non è libertà d’espressione. Lo sanno anche gli haters, lo sa anche la feccia, ma si fa finta di esercitarla.

 

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