Lo stupratore arrestato da due donne: la vendetta privata degli Indignati del web

In questi giorni, circola su Facebook un post in cui è ritratta l’immagine di Guerlin Butungu, il congolese condannato a 16 anni di carcere con rito abbreviato per aver stuprato, rapinato e picchiato due turisti polacchi, una prostitua trans peruviana ed una turista milanese. Nell’immagine, Butungu è scortato da due poliziotte. Come riporta Repubblica.it: “Il Tribunale ha poi ordinato l’espulsione del congolese dall’Italia a pena espiata. L’imputato è stato infine condannato al risarcimento del danno alle parti, da stabilirsi in sede civile, con provvisionali esecutive di 30 mila euro alla ragazza polacca e 20 mila al compagno, 30 mila euro alla prostituta peruviana, 10 mila al Comune di Rimini, altrettanti alla Regione Emilia-Romagna.”

Dunque, un atto esemplare da parte della giustizia italiana che, in tempi brevi, individua il colpevole del reato, lo condanna e lo rinchiude. Ciò che spesso viene evocato dagli Indignati del web. Eppure, neanche stavolta i suddetti sembrano soddisfatti. Il colpevole deve ancora passare per la loro gogna virtuale per essere davvero punito nella giusta maniera.

E dunque nasce questo post con la foto appena descritta, accompagnato dalla seguente dicitura: “ESSERE ARRESTATO DA POLIZIOTTE DONNE PER LUI CHE LE DONNE LE STUPRAVA DEVESSERE STATO DAVVERO UMILIANTE ONORE ALLE NOSTRE FORZE DELL’ORDINE“.

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Ecco la vera pena, il colpo sferzante, ciò che neanche la magistratura era stata in grado di infliggere. I nuovi giusnaturalisti fanno capolino e si lasciano andare al meglio dei commenti in salsa giustizialista:

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