Lince del deserto clandestina a Milano, nuova mascotte degli immigrati.

Complice un articolo scritto con superficialità senza informarsi dettagliatamente sulla natura del soggetto in questione, si è scatenato un putiferio di commenti riguardo la “lince del deserto” persa a Milano, che altro non è che un felino, detto Caracat, nato da un incrocio di più generazioni con gatti selvatici e domestici. Dall’articolo si evince che il felino, pericoloso o meno che fosse, è stato poi ritrovato in tempo. Quindi un articolo riguardante un felino, perso a Milano. Fin qui ci arriviamo tutti. Ma la reazione esagerata non è stata certo causata dal gatto. Anche questa volta sono riusciti ad insinuarsi tra le righe di un articolo tutt’altro che politico. Perché voi credete che lo abbiano letto l’articolo in questione? Perché mai disturbarsi a leggere quando si può usufruire di un articolo o un post a caso per vomitare sul mondo la propria “indinniazione” personale?

Ciò che importa non è infatti la natura dell’animale o che sia stato ritrovato, quanto la sua “clandestinità”, perché, ebbene sì, anche in questa occasione, gli “indinniati” sono riusciti a trovare un nesso tra un felino perso a Milano e i nostri plurinominati clandistini ke ci invadono e ci rubano!!!1!  che nemmeno nei giochi di logica più complessi della settimana enigmistica riusciamo a raggiungere certi livelli di collegamento.

Se non fosse un controsenso paradossale verrebbe da pensare che esistano scuole di non-pensiero dove viene insegnato a non leggere e a commentare perennemente con le stesse identiche frasi. La monotonia nello sproloquiare sempre degli stessi argomenti nonostante l’evidente incoerenza nonché mancanza di collegamento diventa quasi sospetta. “Mi raccomando, obiettivo di oggi come di tutti i giorni: trovare un articolo a caso, dare un’occhiata al titolo e commentare, indipendentemente dall’argomento e senza informarsi, di clandestini, governo ladro o cose di cui non sapete assolutamente nulla a riguardo ma per cui è necessario esternare la propria “indinniazione”. E ricordate le k ma non le h!”

Come sempre il premio Logica ad Honorem per il commento più costruttivo: non solo un nesso tra felini e “finti profughi” ma trascendiamo i livelli dell’umana scienza quando riescono anche ad additare il Comune di Milano come irresponsabile organo che preferisce aiutare i gatti piuttosto che spiegarci dove sono finiti i soldi dell’expo. La scienza si è fermata molto prima.

ma scusa perchè dicono che è fuori dal suo habitat? C’è più Africa e Asia in zona Loreto che a Nairobi e Pechino

Adesso anche gli animali riescano ad entrare in Italia clandestinamente 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 bei controlli davvero. Dai tutto sommato meglio una lince che un finto profugo

Comune di Milano pesa ad accudire gatti e cani ingabbiati nei canili Carognoni dite piuttosto che fine hanno fatto i soldi di expo

Anche i politici sono pericolosi…probabilmente di più…preferisco essere ammazzato da una lince anziché ammazzarmi di lavoro fino a 70 anni…andate a fare in c**o…

Ma in comune non hanno niente da fare se non rompere i coglioni…vanno bene gli immigrati e no ai gatti al guinzaglio…ma andate a ca***e

sono più pericolose le risorse che sono in stazione centrale o nei parchi a spacciare

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Con tutti i clandestini, gli antagonisti, i komunisti che ci sono in giro per Milano, senza contare quelli dei centri associali, questa è una gattina che fa le fusa!!

E tutti i clandestini in giro a bivaccare non sono pericolosi?? Altro che una povera bestiolina

A Milano si sentirà come a casa! Mi domando come sia arrivato in Italia… i controlli? Stazione, aeroporti, navigazione marittima????? Su avanti tutta questa è l’Italia! Sai cosa esce ma non sai cosa entra!!!!!!!

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