Le recensioni dell’ignoranza. Quando una frase svela un titolo di studio


Esistono poeti metropolitani che nessuno conosce. Sono quelli che lasciano graffiti sparsi per la città. Quelli che hanno il coraggio di far parlare il cuore. Quelli che, per dichiararsi alla propria amata, copiano moderni stilnovisti quali Federico Moccia ed il suo “Io e te, tre metri sopra il cielo“.

Sono come dei superoi. Spariscono senza lasciare firma. A volte, però, succede che della firma non ce ne sia il bisogno. O perché non sanno firmare. O perché la loro ignoranza è tanto forte da classificarli comunque.

Ed il poeta metropolitano diventa così, quasi inconsapevolmente, portatore di memorabilità passiva, di cui è vittima. Succede che qualcuno fotografi la sua perla lasciata su un qualsiasi muro di una qualsiasi città, facendola diventare virale. Gli utenti leggono e ridono. E partono i commenti a raffica, recensioni improvvisate di un meno dolce stilnovismo pregno di ignoranza e – forse – spontaneità. Come l’indimenticabile maestro di vita che scrive: “La scuola non serve. La vita mi ha imparato abbastanza”.


Mai tanta verità in poche parole. E gli utenti di Facebook non possono che condividere pienamente questo pensiero filosofico:

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