L’addio del bike sharing e l’auspicio di una nuova dittatura.


Un articolo di Torino Today riporta la notizia dell’addio di Gobee.Bike, servizio di bike sharing senza stalli, da Torino e dall’Italia. Il motivo è “un’inciviltà ormai troppo diffusa”. Secondo l’azienda di Hong Kong, sono tanti i danni subiti dalla flotta di biciclette verdi. Diverse sono state vandalizzate in tutto il capoluogo piemontese e anche nel resto dell’Italia. Alcune sono state ritrovate nei fiume, nelle sterpaglie e in mezzo ai rifiuti. Gobee.bike si è impegnata anche a rimborsare coloro che avevano già sottoscritto un abbonamento.

Nell’articolo viene anche precisato che le bici sono state ritirate anche dalla Francia ancor prima che dall’Italia. In una nota ufficiale, l’azienda precisa che “mediamente, il 60% della nostra flotta europea ha subito danneggiamenti, vandalismi o è stata oggetto di fenomeni di privatizzazione”.

Un flop, dunque, a livello continentale. Eppure, molti degli utenti Facebook che hanno commentato l’articolo non hanno fatto caso a quest’ultimo punto, soffermandosi soltanto sull’inciviltà italica. C’è chi dà la colpa ai politici, chi alla mancanza di educazione nelle scuole, chi alle istituzioni e chi, addirittura agli immigrati. Non manca l’utente socialmente impegnato che propone petizioni per convincere la multinazionale cinese e tornare in Italia e chi invece auspica ben altri ritorni, come quello della dittatura:


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