La veglia del vescovo per i profughi morti, gli Indignati gli augurano di andare all’inferno

 

La pagina Facebook ufficiale di Repubblica.it sezione Bologna condivide il seguente articolo: “Profughi, la veglia del vescovo di Bologna: <<Sono morti perché i porti erano chiusi>>”. Aprendo l’articolo, si legge: “Di fronte al dolore di chi perde la vita <<non ci si divide. Si mettono da parte le contrapposizioni e ci si vergogna di quel gusto un po’ da protagonisti digitali di dirsi contro. Dobbiamo essere tutti dalla parte delle vittime>>. L’arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi, che ieri sera nella chiesa di San Benedetto, in centro a Bologna, ha guidato una veglia di preghiera in memoria dei profughi che hanno perso la vita via mare e via terra nel tentativo di raggiungere l’Europa, non usa giri di parole. Durante la celebrazione sono state ricordate le principali tragedie dell’ultimo anno, letti i nomi delle vittime e accese candele in loro memoria. Presente anche un gruppo di migranti, che ha animato con canti la funzione religiosa.”

Dunque, il vescovo ha celebrato i morti dell’ultimo e non solo quelli deceduti durante l’ultimo governo. Non si evince alcun intento fazioso nelle sue parole.

Questa notizia rappresenta al meglio il famoso bipolarismo degli Analfabeti Funzionali e degli Indignati. Se una parte della loro mente vorrebbe crocifissi in tutte scuole, i tutti i mari e in tutti i luoghi, l’altra cancellerebbe tranquillamente la parola di Papa e vescovi e preti e cardinali in un sol colpo. Questo, ovviamente, a seconda della situazione. E questa è la situazione in cui la Chiesa e crocifissi sono scomodi. Ed ecco le reazioni:

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