La legge del taglione secondo gli Indignati: se rubi, ti possono sparare. Ma solo se sei un migrante

Continuano le polemiche per il migrante ucciso in Calabria. La pagina Facebook ufficiale di Primocanale.it pubblica il seguente articolo: “Migrante ucciso in Calabria, il vice sindaco: ‘Stava rubando’. E scoppia la polemica.”

L’articolo analizza una dichiarazione rilasciata su Facebook da parte del vicesindaco della cittadina di Deiva Marina in provincia di La Spezia, ossia: “Non è perché era sempre in prima fila coi sindacati per i diritti dei migranti che è stato freddato in Calabria, ma è perché insieme ai suoi complici stava fottendo dell’alluminio. We don’t call 112”.

Non proprio un messaggio distensivo, quello del sindaco. Rileggendo le cronache, il 29enne del Mali è stato ucciso mentre, con due connazionali, stava prendendo delle lamiere da una vecchia fornace abbandonata. Dunque, non proprio un crimine così efferato da meritare la morte. Le forze dell’ordine hanno fermato l’ex proprietario della fornace, si cerca ancora l’arma del delitto. Secondo gli inquirenti, si sarebbe trattato di vendetta.

Tutti questi elementi ci conducono decisamente lontano dal pensiero del comune Indignato, ossia migrante cattivo che ruba viene giustamente giustiziato. La verità sarebbe un’altra, ma spetterà agli organi competenti stabilire la versione definitiva.

Eppure in molti, sul web, hanno già emesso la loro sentenza. A leggere i commenti alla notizia sopra riportata, sembrerebbe proprio inutile qualsiasi indagine. Il movente è quello giusto, l’assassino va scagionato:

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