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Indignazione per il capotreno licenziato per insulti razzisti. Gli indignati lodano il suo sacrificio, ma la verità sembrerebbe un’altra

Sulla pagina ufficiale di Matteo Salvini viene condiviso un video accompagnato dalla seguente dicitura: “Licenziato per questo episodio, questo capotreno DEVE tornare a lavorare“. Guardando il video, tra le urla del capotreno e quelle del ragazzo di colore (di nazionalità senegalese), si nota parecchia confusione e paura tra i presenti. Il ragazzo chiede che gli venga restituita qualcosa, il funzionario di Trenord gli grida di allontanarsi. Nonostante i due vengano a stretto contatto fisico, è difficile dire se l’uno stia aggredendo l’altro. Il giorno dopo, leggiamo sui quotidiani che il capotreno è stato licenziato per «comportamento non consono alla sua figura professionale». A quanto pare, avrebbe detto “negro di m…” al ragazzo senegalese. Il capotreno si difende dicendo di essere stato tempestato di pugni mentre era a terra.

Ad aggiungere nuovi dettagli alla vicenda ci pensa l’autrice del video incriminato in un’intervista rilasciata a BresciaToday. Secondo la ragazza, “il controllore, ancor prima di questo episodio, parlava da solo ad alta voce commentando con insulti coloriti e razzisti. Il ragazzo si era nascosto nel bagno perché non aveva il biglietto, e il controllore continuava a gridare: ‘Negro di merda, sei bravo a giocare a nascondino, però a pagare il biglietto no’. E ancora: ‘Negri di merda portate rispetto’. Il tutto accompagnato da bestemmie. A un certo punto il ragazzo è uscito dal bagno e gli ha dato la carta di credito per pagare, poi buttata dal capotreno non si sa dove. Per questa ragione, il ragazzo ha perso la calma e lo ha spinto per terra, prendendogli il palmare per farsi ridare la carta. Il capotreno continuava a urlare come un pazzo e a bestemmiare, ma nessuno lo ha toccato.”

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In effetti, dal video non si capisce bene se il capotreno sia stato o meno tempestato di pugni. Sicuramente, si trattava di una situazione spiacevole in cui era il panico a governare. Sarà il corso della giustizia a decidere sui fatti, visto che l’ex dipendente di Trenord ha già presentato ricorso per il licenziamento.

Noi ci soffermiamo, ancora una volta, sulle reazioni di tutti gli indignati che, senza alcun beneficio del dubbio, sparano a zero sull’azienda ferroviaria, sul Governo che non aiuta gli italiani e sui migranti portatori di delinquenza:

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