11 migranti morti e l’indignazione si trasforma in sciacallaggio


Sulla pagina Facebook ufficiale di Ansa.it viene condivisa la seguente notizia: “Migranti: Tunisia, 11 morti in naufragio. Bilancio potrebbe essere più grave. A bordo un centinaio persone“. Aprendo l’articolo, leggiamo: “11 migranti morti e altri 67 tratti in salvo, tunisini e di altre nazionalità. Questo il primo bilancio di un naufragio avvenuto nella notte al largo delle isole Kerkennah, in Tunisia, secondo il ministero dell’Interno. Le unità di soccorso della marina tunisina, si legge nella nota, sono intervenute dopo l’Sos per un peschereccio in difficoltà. Secondo fonti locali a bordo dell’imbarcazione viaggiavano oltre 100 persone. La Guardia costiera tunisina sta proseguendo le operazioni di ricerca.”

Ora, non c’è nulla nell’articolo che faccia riferimento a sensi di colpa, responsabilità o altro. E’ la notizia cruda, terribile della sciagura occorsa ad un gruppo di disperati a bordo delle tristemente famose imbarcazioni instabili, pronte ad affondare davanti al più piccolo intoppo.

Domanda: perché mostrare indignazione anche in questo caso? Perché andare a cercare la notizia per esprimere un’opinione non richiesta? Non si tratta di buonismo. E’ allarmante pensare la politica mondiale, nel ventunesimo secolo, permetta che avvengano ancora certe situazioni. Ma anche così si scadrebbe nel qualunquismo. Forse, per un certo genere di notizie, sarebbe opportuno bloccare i commenti. Altrimenti, si rischiano aberrazioni come quelle che seguono:


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